Cassazione Penale, Sentenza n. 5808/2022 del 18/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la revoca del sequestro preventivo sull'immobile sito in Reggio Calabria, via Ravagnese Gallina n.165. Il ricorrente contestava l'omessa o insufficiente motivazione del Tribunale sul fumus commissi delicti (ossia la fondatezza dell'accusa di concorso in bancarotta patrimoniale) e sulla pertinenzialità del bene al reato, deducendo che il Tribunale si era indebitamente limitato a richiamare il decreto che disponeva il giudizio senza verificarne i contenuti e che non vi erano elementi probatori che dimostrassero che parte del prezzo fosse stata effettivamente corrisposta con risorse della fallita Termoidea s.r.l.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione adeguata, in particolare riguardo alla simulazione del preliminare e alla riconducibilità del prezzo e del credito alla Termoidea, richiamando elementi quali documenti sul reale prezzo, rapporti di affari tra le società coinvolte e annotazioni extracontabili con dicitura indicativa. Inoltre la Corte ha ribadito il principio per cui, ove sia intervenuto il decreto che dispone il giudizio, la valutazione sul fumus commissi delicti operata dal giudice dell'udienza preliminare assorbe il sindacato cautelare; tuttavia ha anche osservato che il Tribunale, nel giudizio di rinvio, ha comunque dato adeguata motivazione sulla pertinenzialità del bene. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e al versamento a titolo di ammenda ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Norma richiamata quale base formale del motivo di cassazione per omessa motivazione. La Corte ricorda che il ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari è ammesso solo per violazione di legge e vizi radicali della motivazione.
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente per lamentare omissione di motivazione; la Corte valuta se il provvedimento contestato presenti i requisiti minimi di motivazione in ordine al fumus e alla pertinenzialità del bene.
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al diritto ad un processo motivato e alla necessita di idonea motivazione degli atti giudiziari; la Corte verifica la presenza di ragionevolezza e coerenza nella motivazione del Tribunale.
Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)
Giurisprudenza di legittimità che definisce i limiti dell'esame in cassazione dei provvedimenti cautelari e i requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza della motivazione.
Sez. 3, n. 44639 del 29/09/2015 (De Simone)
Principio secondo cui l'intervento del decreto che dispone il giudizio preclude il sindacato sul fumus commissi delicti in sede di impugnazione delle misure cautelari reali, poiché la valutazione del giudice dell'udienza preliminare assorbe quella incidentale.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma invocata per la condanna alle spese processuali e al versamento in Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato o inesatto, con possibile riferimento alla colpa nella proposizione dell'impugnazione.
Corte Cost., sent. n. 186 del 2000
Richiamata per il principio che non si può escludere la sussistenza della colpa nella proposizione dell'impugnazione, giustificando la misura dell'ammenda in caso di ricorso temerario o manifestamente infondato.
Massime di principio
- Se è intervenuto il decreto che dispone il giudizio, la valutazione del fumus commissi delicti operata dal giudice dell'udienza preliminare limita significativamente il sindacato sulle misure cautelari reali nelle impugnazioni successive.
- Il giudice chiamato a riesaminare un provvedimento cautelare in sede di rinvio non può limitarsi a un richiamo formale al decreto dell'udienza preliminare; tuttavia, può tenerne conto e deve comunque fornire motivazione minima e coerente sui presupposti del sequestro, in particolare sulla pertinenzialità del bene al reato.
- Per reggere in sede di cassazione, la motivazione del provvedimento cautelare deve avere requisiti minimi di completezza, coerenza e ragionevolezza; difetti lievi o motivazione sufficiente non giustificano l'ammissione del ricorso per cassazione.
- Quando si contesta la pertinenzialità di beni a reati societari o di bancarotta, occorre dimostrare in modo concreto l'assenza di collegamenti tra le risorse/crediti della società fallita e il prezzo o la titolarità del bene; documenti contabili, annotazioni extracontabili e relazioni tra soggetti possono legittimare il sequestro.
- Chi propone impugnazioni temerarie o infondate può essere condannato alle spese e a sanzioni (ammenda), pertanto valutare attentamente la fondatezza del ricorso prima di proporlo.
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