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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16499/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione tra più sentenze e rideterminato la pena complessiva. Il ricorrente lamentava vizi di motivazione relativi alle frazioni di aumento di pena applicate ai reati "satellite": il giudice dell'esecuzione non avrebbe motivato le ragioni e i criteri per l'aumento di pena per ciascun reato-satellite, limitandosi di fatto a richiamare (o a riprodurre) precedenti determinazioni (ordinanza del 7/1/2016) senza spiegare eventuali scostamenti, e avrebbe applicato aumenti eccessivi e immotivati a titolo di continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nella sua censura principale, annullando in parte l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio (alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione; nella parte finale del provvedimento è indicato il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli). La Corte ha rilevato carenza motivazionale nella determinazione delle frazioni di aumento per i reati-satellite e l'omessa applicazione del principio delle Sezioni Unite secondo cui gli aumenti devono essere calcolati e motivati distintamente per ciascun reato-satellite. Le altre censure sono state assorbite.

Norme richiamate

  • Sezioni Unite, n. 47127 del 24/6/2021 (Pizzone)

    "In tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite"

    La Corte ha applicato questo principio per richiedere che il giudice dell'esecuzione espliciti per ogni reato-satellite la frazione di aumento e i criteri valutativi seguiti; la mancanza di tale motivazione rende la decisione viziata.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come parametro generale per la determinazione della pena (circostanze e parametri da considerare), ma la Corte ha osservato che un generico richiamo a tale articolo non supplisce alla necessità di motivare distintamente gli aumenti per ciascun reato-satellite.

  • art. 629 cod. pen.

    Identificato quale norma del reato ritenuto più grave nella determinazione della pena complessiva; la Corte non discute il contenuto della norma ma prende atto che la relativa pena è stata individuata come base su cui applicare le frazioni aumentative.

  • Cost. (C. Cost.), 9 luglio 2013, n. 183

    Citata in relazione alla necessità di rinvio a giudice diverso o a diversa composizione per assicurare imparzialità o regolare formazione della decisione in sede di nuovo giudizio.

Massime di principio

  • Nel caso di reato continuato il giudice deve indicare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare separatamente e motivare distintamente la frazione di aumento per ciascun reato-satellite; un richiamo generico ai parametri dell'art. 133 c.p. non è sufficiente.
  • Se il giudice modifica la gerarchia delle pene o le percentuali di aumento rispetto a precedenti provvedimenti, deve motivare espressamente le ragioni dello scostamento; l'assenza di spiegazioni può comportare annullamento della decisione.
  • La mera riproduzione di aumenti fissati in precedenti ordinanze senza nuova valutazione e motivazione non soddisfa il requisito di motivazione richiesto dalla giurisprudenza di legittimità.
  • La carenza di motivazione riguardo agli aumenti applicati per la continuazione può essere decisiva e determinare il rinvio per nuovo esame della determinazione sanzionatoria in diversa composizione giudicante.
  • In impugnazioni di misure esecutive, concentrare le doglianze sulla specificità della motivazione (criteri, parametri, confronto con precedenti) è efficace; il consenso del Procuratore Generale a talune censure può rafforzare la posizione del ricorrente in Cassazione.

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