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Sentenza

Sentenza del 06/02/2015 n. 2214 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle Entrate contestava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio per insufficiente motivazione, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. La controversia riguardava il riconoscimento del credito d’imposta per incremento occupazionale previsto dall’art. 7 della legge n. 388/2000, con riferimento a sei dipendenti. Secondo l’Ufficio, non era stata dimostrata la condizione secondo cui i lavoratori non dovevano aver svolto un’attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato nei ventiquattro mesi precedenti l’assunzione. L’Agenzia sosteneva che la CTR avesse attribuito valore decisivo ai certificati di disoccupazione dei Centri per l’Impiego, senza esaminare adeguatamente la documentazione contraria, costituita da dichiarazioni fiscali, libretti di lavoro e prospetti informativi dai quali risultavano precedenti redditi o attività lavorative.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ritenendo infondata la censura di insufficiente motivazione. Ha affermato che la scelta dei mezzi di prova spetta al giudice di merito, il quale deve soltanto motivare in modo sufficiente e logico la preferenza accordata a una prova rispetto alle altre. Nel caso concreto, la CTR aveva spiegato di ritenere maggiormente attendibili i certificati dei Centri per l’Impiego, in quanto tali uffici sono istituzionalmente preposti alla verifica delle condizioni occupazionali, mentre la documentazione fiscale era stata ritenuta meno pertinente rispetto alla specifica materia. La sentenza favorevole alla contribuente è quindi rimasta ferma. Le spese del giudizio di cassazione sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 7, comma 5, lett. b)

    I nuovi assunti non dovevano aver svolto attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato da almeno ventiquattro mesi.

    La norma subordina il credito d’imposta per incremento occupazionale alla sussistenza di specifici requisiti, tra cui la mancata precedente occupazione dipendente a tempo indeterminato nel periodo indicato.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    Insufficienza della motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

    La censura è stata ritenuta infondata perché la CTR aveva esaminato il punto decisivo e aveva spiegato in modo logico le ragioni della preferenza accordata ai certificati dei Centri per l’Impiego.

  • Decreto legislativo n. 469/1997

    La normativa è richiamata per evidenziare le funzioni dei Centri per l’Impiego nell’attività di intermediazione e nella gestione delle informazioni relative alla situazione occupazionale dei lavoratori.

Massime di principio

  • Nei giudizi tributari, il giudice di merito può preferire una prova documentale rispetto ad altre, purché motivi la scelta in modo sufficiente, coerente e non illogico.
  • Le certificazioni rilasciate dall’ente istituzionalmente competente per una determinata materia possono assumere un peso probatorio significativo, soprattutto quando riguardano direttamente lo stato occupazionale richiesto dalla legge.
  • La presenza di documentazione contraria non impone necessariamente al giudice di attribuirle maggiore valore: è sufficiente che essa venga valutata e che la preferenza per altra documentazione sia ragionevolmente spiegata.
  • Per ottenere agevolazioni o crediti d’imposta legati a nuove assunzioni, è opportuno conservare certificazioni degli uffici competenti e altra documentazione idonea a dimostrare puntualmente il possesso dei requisiti temporali e occupazionali.
  • La Corte di cassazione non rivaluta liberamente i fatti e le prove: interviene soltanto quando la motivazione è assente, apparente, contraddittoria o manifestamente illogica.

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