Cassazione Penale, Ordinanza n. 04305/2025 del 31/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte dichiara inammissibile il ricorso per tardività dell'impugnazione, decidendo de plano ex art. 610, comma 5-bis, c.p.p. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto contro la sentenza della Corte d'appello di Torino del 21/12/2023. La Corte di cassazione non entra nel merito della decisione impugnata: rileva che l'impugnazione è stata proposta tardivamente, poiché depositata il 06/02/2024 rispetto a una decisione resa il 21/12/2023 con motivazione depositata il 05/01/2024. Per tale ragione il ricorso viene dichiarato inammissibile de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., in relazione agli artt. 581 e 591, lett. c, c.p.p.
Norme richiamate
Consente la declaratoria di inammissibilità del ricorso in camera di consiglio senza interlocuzione piena quando il vizio è immediatamente rilevabile, come nel caso di tardività.
È richiamato quale parametro formale dell'impugnazione tempestiva e regolare; la sua violazione concorre a fondare l'inammissibilità.
L'impugnazione è dichiarata inammissibile quando è proposta fuori termine.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione proposto oltre il termine di impugnazione è inammissibile e può essere dichiarato de plano quando la tardività risulta immediatamente dal fascicolo.
- La tardività dell'impugnazione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
- In sede di legittimità, quando l'inammissibilità deriva da un vizio processuale evidente e assorbente, la Corte non esamina il merito della sentenza impugnata.
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