Cassazione Civile, Ordinanza n. 30447/2022 del 17/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (usufruttuario)
La controversia
La controversia riguardava un immobile sito in Mondragone. In primo grado erano state rigettate le domande dell'attore volte ad accertare il proprio diritto di usufrutto sull'immobile, ottenere il rilascio del bene e la condanna della convenuta al pagamento di un'indennità per l'occupazione senza titolo. In appello, la Corte territoriale ha ritenuto di dover correggere la motivazione del Tribunale, affermando che dagli atti risultava provata la titolarità dell'usufrutto in capo all'attore limitatamente alla quota del 50%, mentre la restante quota era riferibile alla moglie dell'attore e, per effetto della successione e del consolidamento con la nuda proprietà, era divenuta di piena proprietà della convenuta per la quota di 1/2. Tuttavia la Corte d'appello ha poi confermato nel dispositivo il rigetto della domanda. Il ricorrente ha censurato tale decisione per violazione degli artt. 132, 156 n. 2, 161 e 162 c.p.c., deducendo un insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo: la motivazione riconosceva la sussistenza dell'usufrutto per metà, ma il dispositivo confermava integralmente il rigetto senza tener conto di tale accertamento, omettendo quindi di pronunciare coerentemente sull'appello che, secondo il ricorrente, avrebbe dovuto essere accolto quantomeno in parte con declaratoria del diritto di usufrutto sulla quota di 1/2.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo di ricorso, condividendo la proposta del relatore. Ha rilevato che la Corte d'appello, pur avendo affermato in motivazione la titolarità dell'usufrutto in capo all'attore per il 50% dell'immobile, aveva poi confermato il rigetto della domanda senza coerente corrispondenza tra motivazione e dispositivo, non considerando che il Tribunale aveva escluso del tutto la sussistenza del diritto azionato e che, dunque, l'appello non poteva essere semplicemente respinto. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione, che dovrà riesaminare la causa e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Richiamato come parametro della denunciata nullità per contrasto tra motivazione e dispositivo e per difetto di contenuto coerente della sentenza.
Invocato per sostenere la nullità della sentenza per inosservanza di requisiti formali essenziali.
Richiamato in relazione alla nullità della sentenza impugnata dedotta per vizio radicale del provvedimento.
Richiamato dal ricorrente quale norma sulla nullità della sentenza e sui suoi effetti.
Costituisce il vizio dedotto in cassazione, cioè nullità della sentenza per insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo.
Citato nel procedimento camerale per la trattazione della proposta del relatore.
art. 380-bis, commi 1 e 2, c.p.c.
Citato per la trattazione accelerata in camera di consiglio sulla base della proposta del relatore.
Massime di principio
- Sussiste nullità della sentenza quando motivazione e dispositivo sono tra loro insanabilmente inconciliabili, perché il decisum deve essere coerente con l'accertamento compiuto in motivazione.
- Se il giudice d'appello ritiene errata la decisione di primo grado quanto all'accertamento di un diritto, non può poi limitarsi a confermare integralmente il rigetto senza adeguare il dispositivo all'effettivo contenuto della propria motivazione.
- Quando la motivazione riconosce l'esistenza solo parziale del diritto azionato, il giudice deve pronunciarsi in modo corrispondente, eventualmente accogliendo l'impugnazione nei limiti dell'accertamento positivo e non respingendola integralmente.
- Il vizio denunciabile ex art. 360 n. 4 c.p.c. ricorre anche in presenza di una decisione formalmente motivata ma affetta da contraddizione radicale tra ragioni esposte e statuizione finale.
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