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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39192/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di applicazione del regime della continuazione (art. 81 c.p.) relativa a sei sentenze di condanna. Il ricorrente censura violazione dell'art. 81 c.p. e vizio di motivazione, sostenendo la contiguità cronologica e la possibilità di unificazione totale o, almeno, parziale delle vicende (fatti commessi tra il 21/07/2000 e il 24/11/2001 con specifiche coincidenze temporali fra alcuni reati), e lamenta che il giudice dell'esecuzione ha escluso l'unificazione apoditticamente sulla base del lasso temporale senza esaminare gli altri indici e senza considerare le unificazioni già disposte su talune vicende.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati, ha annullato l'ordinanza impugnata per carenza di motivazione e per apodittica esclusione della continuazione basata solo sull'arco temporale, rilevando che il giudice non ha valutato la possibilità di un'applicazione parziale della continuazione e ha ignorato decisioni di unificazione già adottate. Ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli in diversa persona fisica.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina del reato continuato: richiede valutazione di elementi quali omogeneità tipologica, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità e programmazione. Il mero riferimento alla contiguità cronologica o all'identità/analogia dei titoli di reato non è di per sé sufficiente in sede esecutiva; grava sul condannato l'onere di allegare elementi specifici e concreti.

  • Corte cost. n. 183 del 2013

    Richiama la necessità che, in caso di rinvio, il nuovo giudizio sia affidato a diverso magistrato (causa di ricusazione automatica della persona fisica originaria).

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)

    Criteri giurisprudenziali: approfondita verifica degli indicatori della continuazione, compresa la valutazione se i reati successivi fossero programmati almeno nelle linee essenziali sin dal primo reato.

  • Sez. 4, n. 34756 del 17/05/2012 (Madonia)

    Il decorso del tempo è elemento decisivo: quanto più ampio il lasso temporale tra le violazioni, tanto più improbabile una programmazione unitaria in assenza di altri elementi.

  • Sez. 1, n. 14348 del 04/02/2013 (Artusio)

    Anche in presenza di elevato arco temporale complessivo è obbligatoria la verifica della possibile continuazione con riferimento a singoli gruppi di reati ravvicinati e omogenei.

  • Sez. 5, n. 21326 del 06/05/2010 (Faneli)

    In sede esecutiva il condannato deve allegare elementi specifici; la sola cronologia o identità di titolo non dimostrano un progetto criminoso unitario.

Massime di principio

  • La continuazione (art. 81 c.p.) va riconosciuta solo dopo una valutazione complessiva e motivata di più indici: tipologia, contiguità spazio-temporale, modalità, causali, sistematicità e prova di una programmazione almeno nelle linee essenziali.
  • Il decorso del tempo è rilevante: l'ampiezza del lasso temporale rende meno probabile la preordinazione, ma non esclude automaticamente la continuazione; il giudice deve verificare la possibilità di raggruppare reati contigui anche parzialmente.
  • In esecuzione grava sul ricorrente l'onere di indicare elementi concreti e specifici; non è sufficiente limitarsi a elencare date o titoli di reato.
  • Il giudice dell'esecuzione non può decidere in modo apodittico basandosi solo sull'arco temporale né ignorare unificazioni già riconosciute; se la motivazione è insufficiente la decisione va annullata e rinviata.
  • Se si richiede la continuazione 'in via subordinata' per gruppi parziali di reati, il giudice deve esaminare questa possibilità e motivare l'esito, valutando i singoli indici per ciascun gruppo.

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