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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19538/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti contestavano l'ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata dal GIP di Ferrara per plurimi furti in abitazione (cap. 6,7,9,10,11). Impugnavano l'ordinanza del Tribunale della Libertà per due motivi: 1) difetto o carenza di motivazione, sostenendo che il giudice non avrebbe valutato adeguatamente le dichiarazioni/confessioni rese dagli indagati e la chiamata in correità, che avrebbero dovuto influire sulla valutazione delle esigenze cautelari; 2) violazione degli artt. 275-bis e 284 c.p.p., ossia che il Tribunale aveva motivato il carcere con mere affermazioni generiche e congetture circa il pericolo di recidiva, rifiutando la misura alternativa degli arresti domiciliari con controllo elettronico senza adeguata analisi dei profili di affidabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto il primo motivo indeterminato perché non indicava quali specifiche dichiarazioni dovessero essere valutate e quale contenuto probatorio concreto avrebbero apportato, anche alla luce del fatto che i preventi si erano in gran parte avvalsi della facoltà di non rispondere. Ha ritenuto il secondo motivo aspecifico e manifestamente infondato: il Tribunale aveva motivato adeguatamente il pericolo concreto e attuale di recidiva richiamando plurimi precedenti, specificità e modalità dei fatti, assenza di attività lavorativa nota, inserimento in contesto organizzato e comportamenti dimostrativi di spregiudicatezza e insofferenza ai controlli. Ha inoltre richiamato la giurisprudenza secondo cui il braccialetto elettronico è uno strumento di controllo applicabile solo ove il giudice ritenga le esigenze cautelari fronteggiabili con gli arresti domiciliari e sussistano adeguate garanzie di rispetto delle prescrizioni. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e a pagare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il reclamo contro l'ordinanza di custodia cautelare avanti il Tribunale della Libertà; qui indicata come il rimedio esperito dai ricorrenti.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola i limiti di motivazione nelle impugnazioni: i motivi sono stati enunciati nei limiti richiesti da tale norma.

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    In materia di misure cautelari personali, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico non costituiscono una nuova ed autonoma misura cautelare, configurando il mezzo tecnico previsto dall'art. 275-bis cod. proc. pen., un nuovo strumento di controllo applicabile, nei casi previsti dal legislatore, alle misure cautelari esistenti

    Il braccialetto elettronico è uno strumento tecnico di controllo applicabile agli arresti domiciliari; non può essere invocato automaticamente per sostituire la custodia in carcere: il giudice deve ritenere gli arresti domiciliari idonei e attribuire garanzie di affidabilità.

  • art. 284 cod. proc. pen.

    Norma relativa alle misure cautelari: citata nel motivo di doglianza relativo alla presunta violazione dei criteri per l'applicazione delle misure e dei mezzi di controllo.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020 n.137 (conv. L. 18/12/2020 n.176)

    Rinvio formale alla requisitoria trasmessa via PEC; indica la procedura seguita dal Procuratore Generale per le conclusioni.

  • artt. 1 e 7 decreto-legge n.105 del 2021

    Ulteriore riferimento alle norme che hanno consentito la trasmissione telematica della requisitoria del PG; non incide sulla valutazione di merito della cautela.

  • art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'esigenza cautelare relativa al pericolo di reiterazione del reato; la Corte richiama i criteri interpretativi per valutare la concretezza e l'attualità del pericolo di recidiva.

Massime di principio

  • Un motivo di ricorso per vizio di motivazione deve indicare con chiarezza quali specifiche dichiarazioni o elementi si ritiene non valutati e perché tali elementi sarebbero decisivi per la scelta della misura: argomentazioni generiche rischiano l'inammissibilità.
  • Il pericolo di recidiva può essere desunto dalla molteplicità e dalla modalità delle condotte contestate, nonché dalla carriera criminale dell'indagato; tali elementi, se adeguatamente motivati, giustificano la custodia in carcere.
  • La mera possibilità teorica di utilizzare il controllo elettronico (braccialetto) non obbliga il giudice a concederlo: occorre che il giudice ritenga gli arresti domiciliari idonei e che emergano garanzie concrete di rispetto delle prescrizioni.
  • Per ottenere misure cautelari meno afflittive è necessario fornire elementi fattuali convincenti sull'affidabilità del soggetto (lavoro stabile, comportamento collaborativo, assenza di collocamento in contesti criminali organizzati), non solo deduzioni astratte.
  • Ricorsi che si limitano a contestazioni generiche sulla valutazione del giudice della libertà sono soggetti a declaratoria di inammissibilità; il ricorso deve contenere censure specifiche e argomentate.
  • Comportamenti pregressi di insofferenza ai controlli o reati connessi (es. resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione) aggravano la prospettiva di inaffidabilità e sono utili al giudice per motivare il rifiuto di misure alternative.

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