Sentenza del 18/07/2019 n. 19318 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la decisione della CTR del Friuli Venezia Giulia, deducendo la violazione e falsa applicazione della L. n. 168 del 1982, art. 5, della L. n. 457 del 1978, artt. 27 e seguenti, della L.R. Veneto n. 11 del 2004, art. 19, e della L. n. 179 del 1992, art. 16. La questione riguardava l'applicabilità dell'agevolazione consistente nelle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa a un trasferimento di terreni e fabbricati inseriti in un programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale, anziché in un piano di recupero del patrimonio edilizio. L'Agenzia sosteneva che i due strumenti urbanistici non fossero equipollenti e che l'agevolazione, prevista espressamente solo per i piani di recupero disciplinati dalla L. n. 457 del 1978, non potesse essere estesa in via analogica.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originariamente proposto dal Comune contro l'avviso di liquidazione. La Corte ha stabilito che i piani di recupero ex L. n. 457 del 1978 e i programmi integrati di riqualificazione ex L. n. 179 del 1992, art. 16, sono strumenti urbanistici sostanzialmente diversi e che la finalità comune di miglioramento del territorio non consente di estendere l'agevolazione fiscale. Il beneficio spettava solo in presenza di tutti i requisiti normativi, inclusi l'inserimento degli immobili in un piano di recupero espressamente previsto dalla legge e l'attuazione dell'intervento da parte dell'acquirente. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate, poiché al momento della controversia non esisteva un orientamento consolidato della Corte sul tema.
Norme richiamate
Legge n. 168 del 1982, art. 5
Nell'ambito dei piani di recupero di iniziativa pubblica, o di iniziativa privata purchè convenzionati, di cui alla L. 5 agosto 1978, n. 547, artt. 27 e ss. ai trasferimenti di immobili nei confronti dei soggetti che attuano il recupero, si applicano le imposte di registro, catastali e ipotecarie in misura fissa.
L'agevolazione fiscale opera esclusivamente per i trasferimenti di immobili inseriti in piani di recupero disciplinati dalla legge e destinati a soggetti che realizzano il recupero. Richiede sia un requisito oggettivo, relativo alla collocazione dell'immobile nel piano di recupero, sia un requisito soggettivo, relativo all'acquirente.
Legge n. 457 del 1978, artt. 27 e seguenti
I comuni individuano, nell'ambito degli strumenti urbanistici generali, le zone ove, per le condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente.
Le disposizioni disciplinano i piani di recupero del patrimonio edilizio esistente, individuando aree e interventi specifici di conservazione, risanamento, ricostruzione, ristrutturazione e migliore utilizzazione del patrimonio.
Legge n. 179 del 1992, art. 16
Al fine di riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio ed ambientale, i comuni promuovono la formazione di programmi integrati.
I programmi integrati sono strumenti più ampi di riqualificazione urbana, caratterizzati dalla pluralità di funzioni, dalla possibile nuova edificazione, dall'integrazione di opere pubbliche e private e dal concorso di più operatori e risorse. Non sono equiparabili ai piani di recupero ai fini dell'agevolazione fiscale.
Art. 14 delle preleggi
Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati.
Le norme agevolative, in quanto eccezionali rispetto alla disciplina fiscale ordinaria, sono soggette a interpretazione restrittiva e non possono essere applicate analogicamente a fattispecie soltanto simili.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 3
La disposizione consente di ricorrere per cassazione denunciando la violazione o falsa applicazione di norme di diritto; nel caso concreto è stata invocata dall'Agenzia delle Entrate per contestare l'interpretazione estensiva adottata dalla CTR.
Massime di principio
- Le agevolazioni fiscali sono normalmente di stretta interpretazione: il beneficio si applica solo quando la fattispecie concreta corrisponde esattamente ai requisiti previsti dalla norma.
- La mera analogia funzionale o la comune finalità di riqualificazione urbanistica non è sufficiente per equiparare strumenti urbanistici diversi ai fini fiscali.
- Per ottenere un'agevolazione collegata a un piano urbanistico occorre verificare sia la qualificazione giuridica del piano, sia che tale piano sia espressamente quello richiesto dalla norma agevolativa.
- Nell'atto di trasferimento e nella documentazione urbanistica devono risultare chiaramente l'inserimento dell'immobile nel piano previsto dalla legge e il ruolo dell'acquirente quale soggetto attuatore dell'intervento.
- Il fatto che due strumenti possano perseguire obiettivi simili, o che uno possa essere finanziato con risorse previste per l'altro, non dimostra la loro equivalenza giuridica ai fini tributari.
- In caso di dubbio sull'ambito di un'agevolazione, l'amministrazione finanziaria e i giudici tendono a escludere l'estensione a casi non espressamente contemplati, anche se l'estensione appare coerente con la finalità generale della norma.
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