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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27668/2024 del 11/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Bellomo chiedeva l'applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità (o altra sanzione sostitutiva) ai sensi dell'art. 95 d.lgs. n.150/2022; il Tribunale, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva rigettato la richiesta motivando il diniego con la gravità dei fatti, i precedenti penali e l'inaffidabilità prognostica del condannato (nonostante la presa in carico dal Sert, aveva commesso lesioni in due giornate consecutive in stato di ubriachezza e aggressività). In cassazione il ricorrente ha dedotto: 1) incompetenza funzionale del Giudice dell'esecuzione (l'atto che aveva radicato la competenza era stato pronunciato dal Tribunale in composizione collegiale, mentre l'ordinanza impugnata è monocratica); 2) violazione dell'art. 95 d.lgs. n.150/2022 e vizio di motivazione per mancata valutazione della documentazione difensiva (depositata via PEC l'11 e il 15 settembre 2023) attestante un programma terapeutico e l'ingresso in comunità.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo (incompetenza funzionale) ritenendolo fondato e decisivo. Ha richiamato il principio secondo cui la competenza del giudice dell'esecuzione è di natura funzionale, assoluta e inderogabile, e che, in presenza di più sentenze, la competenza spetta al giudice che ha pronunciato per ultimo la condanna irrevocabile. Poiché la sentenza che aveva radicato la competenza era del Tribunale in composizione collegiale (25/09/2020), il Tribunale di Termini Imerese nella sua composizione monocratica avrebbe dovuto dichiarare la propria incompetenza. L'ordinanza è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Termini Imerese in composizione collegiale per il prosieguo.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.150/2022, art. 95

    Norma invocata come titolo per ottenere la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità; nel provvedimento di merito il Tribunale ha valutato i presupposti sostanziali per negarne l'applicazione, ma la Corte non è entrata nel merito a causa del vizio di competenza procedurale.

  • codice di procedura penale, art. 665, comma 4 e comma 4-bis

    La Corte interpreta queste disposizioni come fonte del criterio per individuare il giudice dell'esecuzione: la competenza è funzionale, assoluta e inderogabile; in caso di più provvedimenti eseguibili la competenza spetta al giudice che ha pronunciato per ultimo la condanna irrevocabile; la deroga prevista dal comma 4-bis (nel caso di provvedimenti emessi dallo stesso ufficio giudiziario in composizione monocratica e collegiale) non elide il carattere funzionale della competenza.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione è di natura funzionale: se è maturata presso un collegio, un giudice monocratico non può decidere e deve dichiarare la propria incompetenza.
  • Quando un soggetto ha più sentenze, l'esecuzione deve avere carattere unitario e la competenza spetta al giudice che ha pronunciato per ultimo la condanna irrevocabile.
  • L'incompetenza funzionale può essere dedotta in cassazione e, se accertata, rende nulli i provvedimenti emanati dal giudice incompetente, con possibile annullamento senza rinvio e trasmissione degli atti al giudice competente.
  • Se si richiede una sanzione sostitutiva (es. lavoro di pubblica utilità) è importante che il giudice competente valuti tutta la documentazione sul percorso terapeutico o di reinserimento; tuttavia, se vi è un vizio di competenza, il merito non viene esaminato fino a che il procedimento non sia affidato al giudice competente.
  • Per difensori: verificare sempre quale composizione (monocratica o collegiale) ha radicato la competenza prima di chiedere provvedimenti in materia di esecuzione, e documentare tempestivamente l'effettivo deposito di prove/ programmi terapeutici per evitare contestazioni di omissione valutativa.

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