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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31024/2022 del 11/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ambrosini ha impugnato l'ordinanza che ha revocato la sospensione condizionale della pena, deducendo (1) incompetenza del giudice dell'esecuzione nella persona fisica, perché l'ultima sentenza irrevocabile era stata emessa da altro giudice monocratico del medesimo Tribunale; (2) violazione di legge e difetto di motivazione per non aver previamente verificato, attraverso l'esame del fascicolo del giudice della cognizione, se da quel fascicolo risultassero i precedenti ostativi alla concessione del beneficio

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il motivo di incompetenza perché la competenza si determina con riferimento all'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento e non alla persona fisica del giudice. Il secondo motivo è stato ritenuto generico: il ricorrente non ha indicato elementi concreti tali da dimostrare che, dalla consultazione del fascicolo del giudice della cognizione, sarebbe risultata la conoscenza delle cause ostative. Pertanto non è stato possibile accogliere la censura formale sull'omessa consultazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 164, comma 4

    art. 164, comma 4, cod. pen. (richiamato nel provvedimento)

    Richiamato dal Tribunale per evidenziare che la sospensione condizionale non poteva essere concessa in violazione dei limiti previsti dalla norma (il caso concreto evidenziava una concessione ripetuta)

  • Codice penale, art. 163, comma 1

    art. 163, comma 1, cod. pen. (richiamato nel provvedimento)

    Richiamato insieme all'art.164 per sottolineare l'esistenza di condizioni ostative alla concessione del beneficio in relazione a precedenti concessioni

  • Giurisprudenza di legittimità, Sez. 3, n. 36363 del 21/05/2021, Rv. 282330

    Sez. 3, n. 36363 del 21/05/2021, Rv. 282330 (richiamata nel provvedimento)

    La Corte afferma che il ricorso per cassazione contro la revoca della sospensione condizionale per omissione di verifica del fascicolo del giudice della cognizione è aspecifico se non allega elementi indicativi che il giudice della cognizione fosse a conoscenza della causa ostativa

Massime di principio

  • La competenza come 'giudice dell'esecuzione' va valutata con riferimento all'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento e non alla persona fisica del singolo magistrato; un'eccezione fondata solo sulla diversa persona fisica è infondata
  • La semplice omissione formale di consultare il fascicolo del giudice della cognizione non è di per sé sufficiente a fondare la cassazione: il ricorrente deve allegare elementi concreti che dimostrino che quel fascicolo conteneva dati idonei a impedire la concessione del beneficio
  • Se la sospensione condizionale è stata concessa in violazione delle norme che ne pongono limiti (ad es. concessioni ripetute contrarie agli artt.163-164 c.p.), la revoca è giustificata e difficilmente assoggettabile a censura in cassazione
  • Nei ricorsi in materia di esecuzione, evitare censure meramente formali: è necessario mostrare l'effettivo pregiudizio o la concreta incidenza dell'omissione sul diritto dell'interessato
  • Attenzione al rischio di condanna alle spese e ad oneri verso la Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato o inammissibile; valutare la sussistenza di elementi probatori prima di proporre ricorso

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