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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36213/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza del 13/02/2024 che lo aveva condannato per il reato di trattenimento illegale nello Stato (art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998), deducendo violazione di legge e vizio di omessa/insufficiente motivazione per la mancata applicazione della causa di improcedibilità per particolare tenuità prevista dall'art. 34 d.lgs. n. 274/2000. Il ricorrente contestava che il giudice, in sede di rinvio, si fosse limitato a un richiamo tautologico agli elementi tipici del reato senza svolgere il giudizio sintetico richiesto dalla sentenza di annullamento, ossia una puntuale argomentazione alla luce degli indici normativi e della giurisprudenza.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il giudice di pace, nel rispetto del vincolo di rinvio, abbia fornito motivazione sufficiente per escludere la particolare tenuità del fatto: ha valorizzato la persistenza della condotta (il ricorrente si trovava irregolarmente in Italia dal 2/8/2016), la presenza di plurimi ordini di espulsione, una precedente condanna per lo stesso reato e l'assenza di tentativi di regolarizzazione (impugnazione del decreto di espulsione o richiesta di permesso/protezione). Da tali elementi è derivata la valutazione che la condotta non fosse occasionale né esigua nel danno/pericolo, perciò è stata confermata la condanna alla multa di euro 10.000 e il pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 5-ter

    La norma incrimina il trattenimento illegale nello Stato; la Corte ha valutato che la reiterazione della condotta e precedenti condanne rendono non applicabile la causa di improcedibilità per particolare tenuità

  • d.lgs. n. 274 del 2000, art. 34

    La causa di improcedibilità per particolare tenuità richiede una valutazione concreta della non offensività o esiguità del fatto; la non occasionalità della condotta può ostare al riconoscimento dell'improcedibilità

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. U, n. 53683 del 22/6/2017, Pmp, Rv. 271588

    Richiama il principio che la non occasionalità della condotta, valutata concretamente, è elemento che può escludere la particolare tenuità; la Corte ha fatto riferimento a tale orientamento per sostenere la correttezza della valutazione di merito

Massime di principio

  • La causa di improcedibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. 274/2000) richiede un giudizio sintetico e motivato sul fatto concreto: non è sufficiente enunciare gli elementi della fattispecie, occorre spiegare perché quegli elementi escludono la tenuità.
  • Fattori che orientano verso il rigetto della tenuità: persistenza nel tempo della condotta, presenza di ordini di espulsione o provvedimenti amministrativi precedenti, precedenti condanne per lo stesso reato, e l'assenza di tentativi di regolarizzazione della propria posizione.
  • In materia di immigrazione la 'non occasionalità' della condotta può essere letta come ostativa al riconoscimento dell'improcedibilità: la continuità e la reiterazione del comportamento aggravano il giudizio sulla offensività/danno o pericolo.
  • Quando la Cassazione dispone il rinvio richiedendo specifica motivazione, il giudice di merito deve conformarsi al vincolo e fornire una motivazione anche sintetica ma convincente; una spiegazione che richiami fatti concreti e le conseguenze della condotta è generalmente sufficiente.
  • Per chi intenda ottenere il riconoscimento della particolare tenuità è utile allegare e documentare elementi che dimostrino l'occasionalità, l'esiguità del danno o del pericolo e/o gli sforzi compiuti per regolarizzare la propria posizione (es. istanze amministrative, impugnazioni, elementi di integrazione sociale).

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