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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27947/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La vicenda riguarda un incidente di esecuzione promosso da un condannato mediante due istanze, con cui chiedeva la rideterminazione della pena inflitta con una precedente sentenza, deducendo l'esclusione di un'aggravante relativa al numero dei partecipi del reato associativo e la sussistenza della continuazione in executivis tra più sentenze irrevocabili. La Corte di appello di Roma aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo competente la Corte di appello di Catanzaro, perché quest'ultima era divenuta l'ultima sentenza irrevocabile intervenuta sul carico del condannato. La Corte di appello di Catanzaro ha a sua volta sollevato conflitto negativo, indicando come radicante la competenza una precedente sentenza della Corte di appello di Roma. Il ricorso/conflitto mirava quindi a stabilire quale giudice dell'esecuzione fosse competente a decidere sull'istanza di continuazione e rideterminazione della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato la competenza della Corte di appello di Roma e ha disposto la trasmissione degli atti a tale ufficio. Ha ritenuto che, ai fini della competenza funzionale del giudice dell'esecuzione, rilevi il momento di proposizione della domanda: in quel momento la sentenza irrevocabile più recente era quella della Corte di appello di Roma del 17/05/2023. Non assumono rilievo le pronunce divenute irrevocabili successivamente alla domanda, sicché la sopravvenienza di un nuovo titolo esecutivo non sposta la competenza già radicata. Il conflitto è stato quindi risolto a favore della Corte di appello di Roma.

Norme richiamate

  • art. 665 c.p.p.

    La competenza del giudice dell'esecuzione si individua con riferimento al giudice che ha emesso la sentenza irrevocabile rilevante al momento della presentazione della domanda.

  • principio di perpetuatio jurisdictionis

    La competenza già radicata al momento della domanda non muta per effetto del successivo passaggio in giudicato di altre sentenze.

Massime di principio

  • Nel procedimento di esecuzione, quando si chiede il riconoscimento della continuazione o altra rideterminazione della pena in presenza di più titoli irrevocabili, la competenza funzionale va determinata con riferimento alla situazione esistente al momento della proposizione dell'istanza.
  • Ai fini dell'individuazione del giudice dell'esecuzione, assume rilievo l'ultimo provvedimento irrevocabile esistente al momento della domanda; le sentenze divenute definitive successivamente non incidono sulla competenza già radicata.
  • In caso di conflitto negativo tra giudici dell'esecuzione, la Corte di cassazione può risolvere il contrasto applicando il criterio temporale di radicazione della competenza e ordinando la trasmissione degli atti al giudice individuato come competente.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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