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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1376/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per associazione per delinquere contestando: (1) l'indeterminatezza del capo di imputazione e la nullità della richiesta di rinvio a giudizio per mancata indicazione dei singoli furti e dei rapporti tra i partecipi; (2) difetto di motivazione rispetto agli elementi probatori, sostenendo che solo l'arresto in flagranza lo riguardava e le intercettazioni non dimostravano la sua appartenenza al sodalizio; (3) la mancata prova della sussistenza oggettiva dell'associazione (stabilità, ruolo di vertice di altri, rilevanza di più delitti contro il patrimonio); (4) vizio di motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche e sulla determinazione della pena, con critiche all'uso dei parametri relativi alla capacità professionale e al precedente definitivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sull'indeterminatezza, considerando l'imputazione sufficientemente specifica (nomi degli associati, scopo e modalità dei reati) e, nel rito abbreviato, il materiale processuale reso disponibile alle parti come ulteriore garanzia. Gli altri motivi sono stati giudicati inammissibili per genericità o apoditticità: il ricorrente non ha puntualmente indicato violazioni manifeste della logica probatoria né specificato i profili di nullità richiesti. Sulla negazione delle attenuanti generiche la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'appello (ruolo nel sodalizio, precedente definitivo, irrilevanza di condotta risarcitoria in altro procedimento). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 429 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per denunciare la nullità per indeterminatezza dell'imputazione; la Corte ha interpretato che ai fini della citazione a giudizio è sufficiente che l'imputazione contenga i tratti essenziali del fatto di reato, consentendo la difesa, senza richiedere una elencazione dettagliata di ogni episodio.

  • art. 616 cod. proc. pen. (come modificato dalla L. 23 giugno 2017, n. 103)

    Norma richiamata per la condanna alle spese e per il versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; qui applicata in relazione alla colpa nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • L'imputazione non deve contenere la descrizione di ogni dettaglio del fatto; è sufficiente l'indicazione degli elementi essenziali (soggetti, scopo, modalità) purché la specificità consenta l'esercizio della difesa, specie se il rito prescelto (es. abbreviato) ha reso disponibile il materiale probatorio alle parti.
  • I motivi di appello e di cassazione devono essere specifici: censure generiche o critiche apodittiche alla motivazione di merito sono inammissibili. Chi impugna deve indicare con precisione le supposte illogicità, contraddizioni o violazioni di legge.
  • La prova dell'appartenenza a un'associazione per delinquere può essere composta da un compendio di elementi (intercettazioni, arresti in flagranza, comportamenti e riferimenti di terzi); per l'appello/cassazione occorre dimostrare che la motivazione di merito sia manifestamente illogica se si vuol ottenere l'annullamento.
  • Sul piano delle circostanze attenuanti generiche, il giudice ha discrezionalità nel considerare solo gli elementi ritenuti decisivi; la mancata valutazione di ogni elemento favorevole non implica automaticamente vizio di motivazione.
  • La proposizione di ricorsi infondati o aspecifici può comportare la condanna alle spese e sanzioni economiche (Cassa delle ammende) a carico del ricorrente.

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