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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8105/2023 del 23/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato la sentenza del Tribunale di Cosenza che aveva dichiarato non doversi procedere per il delitto di minaccia con uso di arma per mancanza della querela della persona offesa. Il ricorrente ha censurato l'interpretazione del giudice che aveva ritenuto applicabile il d.lgs. 36/2018 in senso tale da rendere la fattispecie procedibile a querela; il PM ha sostenuto che, trattandosi di minaccia realizzata con un palo di ferro (uso di arma), la fattispecie rimane perseguibile d'ufficio ai sensi dell'art. 612 c.p. in relazione ai modi indicati dall'art. 339 c.p.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato l'errore di diritto del giudice di merito nell'applicare il d.lgs. 36/2018. Ha chiarito che l'art. 1/a del d.lgs. 36/2018 ha reso procedibile a querela la minaccia grave prevista dal secondo comma dell'art. 612 c.p., ma l'art. 1/b ha introdotto un comma terzo che mantiene la procedibilità d'ufficio se la minaccia è fatta in uno dei modi indicati nell'art. 339 c.p. Tra tali modi rientra l'uso di armi; il palo di ferro è valutato come arma nel contesto. Perciò la sentenza impugnata è annullata e la causa è rinviata per nuovo esame alla Corte d'appello di Catanzaro. Decisione 17/11/2022; sentenza impugnata del 25/10/2021 annullata con rinvio.

Norme richiamate

  • d.lgs. 36/2018

    La novella ha modificato la procedibilità dell'art. 612 c.p.: l'art. 1/a ha eliminato la procedibilità d'ufficio per la minaccia grave (comma secondo), rendendola procedibile a querela; l'art. 1/b ha però aggiunto un comma terzo che mantiene la procedibilità d'ufficio quando la minaccia è realizzata in modi indicati dall'art. 339 c.p.

  • art. 612 c.p.

    comma secondo e comma terzo (introdotto dal d.lgs. 36/2018)

    Il comma secondo oggi prevede la pena per la minaccia grave procedibile a querela salvo che ricorra la specifica ipotesi di procedibilità d'ufficio prevista dal comma terzo, quest'ultimo riferito alle modalità dell'art. 339 c.p.

  • art. 339 c.p.

    modi con cui la minaccia assume particolare gravità (es. uso di armi)

    Le modalità indicate dall'art. 339 (tra cui l'uso di armi o altri mezzi idonei ad incutere timore) costituiscono eccezione alla procedibilità a querela: se la minaccia è compiuta in tali modi, si procede d'ufficio.

Massime di principio

  • Dopo il d.lgs. 36/2018, le minacce "gravi" in senso astratto sono procedibili a querela, salvo che siano realizzate con le modalità indicate dall'art. 339 c.p.; in quest'ultimo caso la procedibilità resta d'ufficio.
  • L'uso di un oggetto quale arma (anche un palo di ferro) può qualificare la condotta come rientrante nelle modalità ex art. 339 c.p., giustificando la procedibilità d'ufficio.
  • In caso di proscioglimento o non luogo per assenza di querela, il Pubblico Ministero può impugnare per errore di diritto quando ritenga sussistere una causa di procedibilità d'ufficio (es. art. 339 c.p.).
  • È necessario verificare sempre la natura dell'oggetto e il contesto per qualificare la condotta secondo le modalità dell'art. 339 c.p.; la qualificazione influisce direttamente sulla procedibilità.
  • Occorre altresì considerare la data del fatto rispetto alla modifica normativa e applicare correttamente le norme di procedibilità introdotte dalla novella, distinguendo tra la fattispecie astratta di minaccia grave e le specifiche modalità aggravanti elencate dall'art. 339 c.p.

Testo integrale

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