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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47595/2024 del 30/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Di Michele impugna la convalida, contestando: (1) l'omessa valutazione della memoria difensiva depositata tempestivamente via PEC entro il termine di 48 ore (memoria del 20/05/2024), che offriva una versione alternativa dei fatti e censurava la misura massima di cinque anni nonostante l'assenza di recidiva amministrativa; (2) la carenza di motivazione e la sproporzione della durata delle prescrizioni (obbligo di presentazione per cinque anni) senza adeguata giustificazione; (3) la compressione del tempo a disposizione per difendersi, posto che la notifica del provvedimento questorile è avvenuta il 18/05/2024 ore 12:35, la richiesta di convalida del P.M. il 20/05/2024 ore 11:55 e la convalida del GIP è stata depositata il 20/05/2024 ore 15:00, violando il diritto di difesa.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo (omessa valutazione della memoria difensiva) e lo ha ritenuto assorbente. Ha dichiarato che l'ordinanza di convalida è nulla per violazione del diritto di difesa quando il GIP non prende in considerazione, anche sinteticamente, le deduzioni depositate nei termini. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è annullata e la causa è rinviata al Tribunale di Palermo. E' stata inoltre disposta la sospensione dell'efficacia del provvedimento del Questore del 17/05/2024 limitatamente all'obbligo di presentazione. Il dispositivo prevede la comunicazione della decisione al Questore di Palermo.

Norme richiamate

  • legge n. 401 del 1989, art. 6, comma 3

    La norma è stata richiamata nel contesto della presunta compressione del tempo per l'esercizio della difesa; la Corte sottolinea che le garanzie offerte al soggetto diffidato devono tradursi in una valutazione effettiva delle memorie difensive depositate nei termini

  • codice di procedura penale, art. 178, lett. c)

    Richiamato in relazione al termine e alle modalità con cui il giudice deve procedere alla convalida; la Corte evidenzia che il rispetto dei termini e la valutazione delle deduzioni difensive sono essenziali per non comprimere il diritto di difesa

Massime di principio

  • Se l'interessato deposita una memoria difensiva entro il termine procedurale (es. 48 ore), il giudice di convalida deve prendere in considerazione tale memoria, anche in forma sintetica; l'omessa valutazione integra nullità per violazione del diritto di difesa.
  • La convalida di un provvedimento questorile che impone obblighi di presentazione richiede una motivazione che, almeno in termini logici e adeguati, giustifichi la durata e la congruità delle prescrizioni; l'adozione della misura nella sua durata massima necessita di adeguate ragioni.
  • Una compressione eccessiva del tempo concesso per esercitare la difesa (tra notifica, richiesta di convalida e decreto di convalida) può configurare lesione del diritto di difesa e portare all'annullamento del provvedimento di convalida.
  • Il rimedio praticato dal giudice di legittimità in questi casi può essere l'annullamento con rinvio al giudice di merito e la sospensione dell'efficacia del provvedimento questorile, almeno relativamente agli obblighi più gravosi (qui l'obbligo di presentazione).
  • In situazioni analoghe il difensore dovrebbe documentare tempestivamente il deposito della memoria (PEC, ricevute) e mettere in evidenza la mancata considerazione da parte del giudice per eventuali impugnazioni successive.

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