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Ordinanza

Ordinanza n. 96/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del Nulla Osta al lavoro subordinato -OMISSIS- emesso e notificato dalla Prefettura di Salerno in data -OMISSIS-, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato;

Giustizia amministrativa202600210

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato adottato dalla Prefettura di Salerno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone in via cautelare la sospensione. Ha rappresentato di avere trovato un nuovo datore di lavoro disposto ad assumerlo, diverso da quello indicato nel nulla osta originario, e ha documentato tale circostanza. Il giudice ha esaminato la domanda alla luce del fumus boni iuris e della giurisprudenza secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere rilasciato quando un precedente rapporto di lavoro, correttamente instaurato, sia interrotto per causa non imputabile al lavoratore, ma non quando il rapporto di lavoro con il datore indicato nel nulla osta non sia mai venuto ad esistenza. Il ricorrente ha inoltre richiamato la successiva assunzione da parte di altro datore di lavoro e la comunicazione di ospitalità, ma tali circostanze non risultano riferibili a una richiesta di nulla osta presentata dal nuovo datore.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto decisivo che nessun rapporto di lavoro si fosse instaurato con il datore che aveva richiesto il nulla osta, senza attribuire rilievo alla ragione della mancata instaurazione. La successiva disponibilità di un diverso datore di lavoro non è stata considerata idonea a superare tale ostacolo, poiché il nuovo datore non aveva presentato la richiesta di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato; neppure la successiva comunicazione di ospitalità è stata ritenuta rilevante. Il periculum non è stato esaminato autonomamente, essendo sufficiente l'assenza del fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con particolare riferimento alla sussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento della tutela dell'identità e dei dati personali del ricorrente mediante oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a giustificazione dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Ai fini del rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, l'interruzione di un rapporto di lavoro precedente deve presupporre che quel rapporto sia stato effettivamente e correttamente instaurato e sia cessato per una causa non imputabile al lavoratore.
  • La mancata instaurazione del rapporto di lavoro con il datore che ha richiesto il nulla osta impedisce, secondo l'orientamento richiamato, di assimilare la vicenda alla cessazione involontaria di un rapporto di lavoro preesistente, anche se la mancata instaurazione è dipesa da circostanze estranee alla volontà del lavoratore.
  • La successiva disponibilità di un diverso datore di lavoro non supera di per sé la mancata instaurazione del rapporto originario quando il nuovo datore non abbia presentato la richiesta di nulla osta al lavoro subordinato prevista per l'ingresso e l'instaurazione del rapporto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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