Cassazione Penale, Ordinanza n. 07639/2025 del 25/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta aspecificità. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di appello aveva dichiarato inammissibile l'appello perché proposto oltre il termine di impugnazione. Contro tale ordinanza l'imputato ha proposto ricorso per cassazione, ma il testo del provvedimento evidenzia che il ricorso era del tutto aspecifico, poiché non conteneva alcuna censura idonea a contestare la ratio della decisione di secondo grado, cioè la scadenza del termine per impugnare. La Corte di cassazione ha quindi rilevato che il ricorso non affrontava il punto decisivo della tardività dell'appello.
Norme richiamate
In caso di inammissibilità del ricorso, consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende, determinata equitativamente dalla Corte.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando è privo di specificità e non si confronta con la ratio decidendi della decisione impugnata.
- La contestazione della declaratoria di inammissibilità dell'appello richiede una censura puntuale del presupposto posto a base della decisione, non essendo sufficiente una critica generica o meramente assertiva.
- L'inammissibilità del ricorso comporta, di regola, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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