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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 184/2022 del 10/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, in sede di riesame, aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari per il reato di tentato omicidio e detenzione/porto di arma comune da sparo. L'odierno ricorrente deduce tre censure: (1) vizio di motivazione ed errata valutazione delle dichiarazioni della persona offesa e della madre (Tassone Antonella), con eccezione di inutilizzabilità per mancato avviso della facoltà di astenersi dal deporre e rilievi sull'assenza di esito positivo dello stub; (2) errata qualificazione della condotta come tentato omicidio, per mancanza di volontà omicidiaria (molti colpi mancati, un solo proiettile entrato nel veicolo, direzione non decisiva); (3) carenza motivazionale circa le esigenze cautelari: si contesta la sussistenza del pericolo di reiterazione e l'assenza di concrete indicazioni sul rischio di inquinamento probatorio e sulle specifiche azioni investigative che la misura dovrebbe preservare.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ritiene che il Tribunale del riesame abbia motivato in modo congruo la gravità indiziaria a carico di Ieraci Ilario, valorizzando dichiarazioni della persona offesa (riconoscimento visivo) corroborate da elementi indipendenti: rinvenimento di bossoli, foro nella carrozzeria con penetrazione del proiettile nell'abitacolo, immagini di videosorveglianza che collocano la vettura nel luogo e orario compatibili, tabulati telefonici con contatti tra gli Ieraci. La Corte ammette l'inutilizzabilità delle dichiarazioni della madre per mancato avviso, ma rileva che tali dichiarazioni erano irrilevanti per l'esito complessivo e la loro esclusione non compromette il quadro indiziario. Sulla qualificazione del fatto, ritiene coerente la valutazione del tentato omicidio alla luce dello strumento usato e della penetrazione del proiettile nell'abitacolo. In tema di esigenze cautelari la Corte conferma che il pericolo di reiterazione può essere fondato sulle modalità del fatto (pianificazione, uso arma) e che la scelta degli arresti domiciliari è proporzionata rispetto al tempo trascorso e all'assenza di atti successivi; censura difensiva sul rischio di inquinamento probatorio ritenuta solo in parte fondata ma non decisiva.

Norme richiamate

  • art. 309 c.p.p.

    Richiamata per indicare la composizione del Tribunale che ha deciso in sede di riesame; norma sulla costituzione del Tribunale in materia cautelare

  • art. 125 c.p.p. co. 3

    Richiamata nella contestazione difensiva in relazione alla valutazione delle dichiarazioni testimoniali; la Corte verifica correttamente l'apprezzamento della loro attendibilità nel contesto probatorio

  • art. 192 c.p.p. co. 1 e 2

    Riferimento difensivo connesso alle formalità dell'assunzione delle dichiarazioni; la Corte controlla se siano rispettate le regole di verbalizzazione e avviso

  • art. 292 c.p.p. co. 2 lett. c)

    Norma richiamata in relazione ai limiti di utilizzabilità delle dichiarazioni e alla loro valutazione nel giudizio cautelare

  • art. 273 c.p.p.

    Fondamento del giudizio cautelare: principio della 'qualificata probabilità di condanna' richiesto in fase cautelare; la Corte ricorda che il sindacato in Cassazione deve verificare logica e completezza della motivazione del giudice di merito

  • art. 274 c.p.p. co. 1 lett. c

    Norma sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione): la Corte chiarisce che l'attualità e concretezza del pericolo si ricavano soprattutto dalle modalità e gravità del fatto, non dall'individuazione di 'occasioni prossime' esterne

Massime di principio

  • La gravità indiziaria può reggersi su una combinazione di dichiarazioni della persona offesa e di elementi indipendenti (rinvenimento di bossoli, danni materiali compatibili con il tiro, filmati, tabulati): l'inutilizzabilità di singoli elementi testimoniali non invalida necessariamente l'intero quadro probatorio se restano altre prove coerenti e autonome
  • La qualificazione del reato come tentato omicidio può essere sostenuta anche quando non tutti i colpi hanno raggiunto la vittima, se la tipologia di arma, la direzione dei colpi e la penetrazione nell'abitacolo mostrano una volontà omicida o comunque un pericolo concreto per l'incolumità della persona
  • Nella valutazione delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione) il giudice deve motivare attenendosi principalmente alle modalità e alla gravità del fatto già posto in essere; l'esistenza di 'occasioni prossime' non è un requisito necessario e non deve diventare condizione aggiuntiva rispetto alla richiesta di concretezza e attualità del pericolo
  • Il sindacato di legittimità sulla motivazione cautelare è limitato: la Cassazione verifica la completezza, la logicità e la non contraddittorietà dell'argomentazione del giudice di merito, senza procedere a una libera revisione delle singole valutazioni probatorie
  • Nelle impugnazioni cautelari, la proporzionalità della misura (es. arresti domiciliari vs carcere) si apprezza alla luce del tempo trascorso senza nuovi episodi, delle modalità del fatto e del concreto rischio per l'integrità delle fonti e per la sicurezza pubblica

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