Cassazione Penale, Sentenza n. 29983/2024 del 22/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso censurava la carenza di motivazione in ordine al "periculum in mora" nel decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata ex art. 240-bis c.p.p.; in particolare si sosteneva che il Tribunale del riesame non potesse integrare la motivazione originaria e che, secondo la giurisprudenza richiamata dal ricorrente, non fosse necessaria una motivazione specifica del periculum quando si prospetta la confisca allargata.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto necessario aderire al filone giurisprudenziale più recente ispirato alla sentenza "Ellade", secondo cui anche nei sequestri finalizzati alla confisca occorre una concisa enunciazione delle ragioni che giustificano il periculum in mora, per rispettare i principi di proporzionalità e separare la valutazione cautelare dal giudizio di merito. Tuttavia, ha ritenuto legittima l'integrazione della motivazione operata dal Tribunale del riesame nel caso concreto, non trattandosi di una carenza radicale dell'atto originario: il Tribunale, "ad ogni buon conto", ha documentato elementi concreti (dismissione e locazione di rami d'azienda da parte della consorte) idonei a dimostrare il rischio di dispersione dei beni. Pertanto la tesi difensiva è risultata infondata e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Riferimento normativo al sequestro finalizzato alla confisca allargata; la Corte richiede che, pur trattandosi di confisca allargata, il periculum in mora sia motivato singolarmente secondo i principi di proporzionalità.
Richiamato indirettamente tramite la sentenza "Ellade"; relativo al sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ha contribuito al principio che il periculum va motivato anche nei sequestri finalizzati alla confisca.
artt. 3 e 42 Cost.
Richiamati come fondamento costituzionale del principio di proporzionalità che deve guidare la motivazione del periculum nel sequestro cautelare.
Utilizzato per giustificare il potere di controllo e correzione esercitato dall'organo superiore nel riesame quando non vi sia una carenza radicale di motivazione.
Richiamato insieme all'art. 309 per circoscrivere il potere del giudice del riesame nell'integrare o correggere la motivazione dei provvedimenti impugnati, purché non sussista una nullità per radicale mancanza di motivazione.
Norma invocata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Nei sequestri preventivi finalizzati alla confisca allargata ex art. 240-bis c.p.p. è richiesta una specifica, seppur concisa, motivazione del periculum in mora: non è più sufficiente limitarsi a richiamare i presupposti della confisca.
- Il principio di proporzionalità (artt. 3 e 42 Cost.) impone di separare la funzione cautelare dal giudizio di merito; il sequestro non può essere giustificato automaticamente dalla possibilità futura di confisca.
- Il Tribunale del riesame può integrare o sviluppare la motivazione del provvedimento originario nell'esercizio del proprio potere di controllo (ius corrigendi), ma solo se la motivazione iniziale non sia radicalmente inesistente: la mancanza totale di motivazione è vizio che rende nullo l'atto e non emendabile.
- Elementi fattuali concreti che indicano rischio di dispersione dei beni (es. dismissione, locazione o alienazione di rami d'azienda) sono rilevanti e idonei a giustificare il periculum in mora.
- In situazioni simili, chi impugna deve dimostrare che la motivazione sul periculum è radicalmente mancante; chi chiede il sequestro deve documentare specifiche ragioni di rischio nel ritardo, non limitandosi a richiamare i presupposti della confisca.
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