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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13985/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Vallo della Lucania che aveva confermato la condanna dell'imputato per il reato di lesioni personali; il ricorrente ha depositato il verbale di remissione di querela con contestuale accettazione intervenuta il 10/09/2024 dinanzi alla Sezione di P.G., che è stata prodotta in Cassazione insieme al ricorso, con conseguente estinzione del reato.

La decisione

La Corte ha rilevato che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e regolarmente accettata, determina l'estinzione del reato; non essendovi elementi per pronunciarsi ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., ha dichiarato l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 c.p.p., annullando senza rinvio la sentenza impugnata. Ha inoltre posto le spese del procedimento a carico del ricorrente (menzionando l'onere delle spese a carico del querelato ex art. 340, comma 4, c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 152 cod. proc. pen.

    La norma stabilisce l'estinzione del reato per remissione di querela; la Corte ha applicato questa disposizione per dichiarare estinto il reato e annullare la sentenza senza rinvio.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La norma disciplina le ipotesi in cui il giudice di legittimità, pur non potendo effettuare un esame pieno del merito, può pronunciarsi su determinati punti; la Corte ha ritenuto assenti gli elementi per una pronuncia ex art. 129, comma 2, e quindi ha proceduto alla dichiarazione di estinzione ex art. 152.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    La disposizione riguarda la ripartizione delle spese processuali in caso di estinzione del reato; la Corte ha ritenuto di porre le spese a carico del ricorrente/querelato conformemente alla norma.

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, Chiasserini)

    Principio richiamato: la remissione di querela intervenuta e accettata in pendenza del ricorso per cassazione determina l'estinzione del reato che prevale su eventuali cause di inammissibilità e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se intervenuta e validamente accettata anche in pendenza del ricorso per cassazione, estingue il reato e il giudice di legittimità deve rilevarlo e dichiararlo.
  • L'estinzione del reato per remissione di querela prevale su questioni processuali di inammissibilità: non impedisce al giudice di cassazione di esaminare l'effetto estintivo se il ricorso è tempestivo.
  • Se non sussistono i presupposti per una pronuncia parziale ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., la Corte deve applicare l'art. 152 c.p.p. e può annullare senza rinvio la sentenza impugnata.
  • La remissione di querela deve risultare da atto formale e la sua accettazione deve essere documentata in modo corretto per produrre l'effetto estintivo richiesto in Cassazione.
  • Le spese del procedimento, in caso di estinzione del reato per remissione di querela, possono essere a carico del querelato/ricorrente secondo quanto previsto dall'art. 340, comma 4, c.p.p.; quindi ottenere l'annullamento non esclude l'onere delle spese.
  • In situazioni analoghe è consigliabile depositare tempestivamente in Cassazione copia del verbale di remissione di querela con l'accettazione per permettere al giudice di legittimità di rilevare l'estinzione del reato.

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