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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36742/2022 del 28/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata, censurando: 1) la violazione dell'art. 445 cod. proc. pen., perché la pena detentiva concordata è inferiore a due anni e pertanto non potevano essere irrogate pene accessorie; 2) l'omessa motivazione sulla durata delle pene accessorie applicate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha affermato che l'art. 445 cod. proc. pen., norma speciale in materia di patteggiamento, esclude l'applicazione di pene accessorie quando la pena detentiva concordata è inferiore a due anni, non essendo le disposizioni del regio decreto (art. 216 e 217 I.f.) speciali rispetto all'art. 445. Perciò le pene accessorie fallimentari irrogate dal GUP sono illegali e sono state annullate senza rinvio nella parte relativa alle pene accessorie; sono state eliminate. La parte sostanziale della sentenza (le pene detentive patteggiate) è rimasta confermata.

Norme richiamate

  • art. 445 cod. proc. pen.

    Considerata norma speciale in materia di patteggiamento; esclude l'applicazione di pene accessorie o misure di sicurezza quando la pena detentiva concordata con patteggiamento non supera i due anni, come misura premiale per l'economia processuale.

  • art. 216 r.d. 267/1942 (I.f.)

    Norma che prevede pene accessorie fallimentari; la Corte ha ritenuto che non sia speciale rispetto all'art. 445 c.p.p. e dunque non può imporre pene accessorie quando il patteggiamento ha portato a pena inferiore a due anni.

  • art. 217 r.d. 267/1942 (I.f.)

    Richiamato come normativa fallimentare sulle pene accessorie; interpretato come non prevalente sull'art. 445 c.p.p. nel caso di patteggiamento con pena sotto i due anni.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento). La Corte ricorda che la sentenza pronunciata ex art. 444, comma 2, non può irrogare pene accessorie se l'art. 445 opera in senso limitativo.

  • art. 620, comma primo, lett. l, cod. proc. pen.

    Usato come base procedurale per annullare senza rinvio: la Corte può annullare direttamente se ritiene superfluo il rinvio e può decidere la causa sulla base degli elementi già acquisiti.

  • Sezioni Unite n. 3464 del 30/11/2017 (Matrone)

    Precisione giurisprudenziale secondo cui la Cassazione può pronunciare annullamento senza rinvio quando non sono necessari ulteriori accertamenti e la decisione può essere assunta sugli elementi già accertati dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Quando una pena è stata concordata con patteggiamento e la pena detentiva è inferiore a due anni, in base all'art. 445 c.p.p. non possono essere irrogate pene accessorie, salvo le eccezioni espressamente previste (es. confisca ex art. 240, comma 2, c.p.).
  • Le norme penali sostanziali che prevedono pene accessorie (es. art. 216 I.f.) non prevalgono sull'art. 445 c.p.p. se quest'ultimo opera come norma speciale di premialità per il patteggiamento.
  • Se il giudice di merito applica pene accessorie in contrasto con l'art. 445 c.p.p., la Cassazione può annullare quelle pene accessorie e, se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, farlo senza rinvio.
  • In impugnazioni contro sentenze di patteggiamento è utile contestare specificamente l'irrogazione delle pene accessorie quando la pena concordata è inferiore a due anni; la giurisprudenza di legittimità è consolidata in tal senso.
  • La confisca prevista dall'art. 240, comma 2, c.p. è un'eccezione alla regola dell'art. 445 e può essere comunque disposta anche in caso di patteggiamento.

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