Sentenza n. 316/2026 - L'aquila, Sezione 1
Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: Annullamento del verbale di accertamento di ottemperanza alla sentenza di condanna n. -OMISSIS- del Tribunale dell'Aquila ed all'ordinanza di demolizione delle opere edilizie abusivamente realizzate n.-OMISSIS-. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 11/5/2023: Annullamento del provvedimento dell'11 febbraio 2020, notificato il 17 febbraio 2023, con cui è stata disposta la acquisizione al patrimonio comunale del fondoriportato in Catasto al foglio -OMISSIS-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: verbale di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area interessata dagli abusi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione procedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il verbale con cui era stata accertata l'inottemperanza a una sentenza penale irrevocabile e a un'ordinanza amministrativa di demolizione di un complesso di opere edilizie abusive, comprendente manufatti, basamenti, piscina, campo da tennis e sistemazioni esterne. Il verbale aveva rilevato la rimozione del manufatto in legno, la mera copertura con brecciolino della piscina, la copertura del campo da tennis con telo e brecciolino e la permanenza del principale manufatto edilizio. La ricorrente ha contestato la legittimità dell'accertamento, anche deducendo che l'ordinanza di demolizione era stata impugnata con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, e ha sostenuto che le opere fossero state riconvertite o comunque non dovessero essere demolite. Con motivi aggiunti ha impugnato il provvedimento dell'11 febbraio 2020 di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area, deducendone l'illegittimità derivata dall'illegittimità del verbale presupposto e la violazione dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001, assumendo che l'area acquisita eccedesse il limite massimo del decuplo della superficie utile abusivamente costruita. La ricorrente non ha prodotto né una pratica di sanatoria né documentazione idonea a contestare la quantificazione contenuta nel provvedimento di acquisizione.
La decisione
Il TAR ha respinto sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti. Ha ritenuto legittimo l'accertamento dell'inottemperanza, poiché fondato sulla richiesta della Procura della Repubblica nell'ambito dell'esecuzione della sentenza penale irrevocabile che aveva disposto la demolizione. L'eventuale impugnazione dell'ordinanza amministrativa di demolizione con ricorso straordinario non incide sull'esecuzione del giudicato penale conseguente all'accertamento irrevocabile dei reati edilizi. Le opere non risultavano effettivamente demolite, ma soltanto in parte rimosse o ricoperte, con permanenza del manufatto principale; tali interventi non integravano l'adempimento dell'obbligo demolitorio e configuravano un'elusione dell'ordine giudiziale. È stata inoltre valorizzata l'assenza di una pratica di sanatoria. È stato respinto il primo motivo aggiunto perché fondato su un presupposto, il verbale di inottemperanza, ritenuto legittimo. È stato respinto anche il motivo relativo al limite quantitativo dell'acquisizione: l'art. 31 del d.P.R. 380/2001 consente l'acquisizione dell'area di sedime e di quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe, entro il limite di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita; la ricorrente, pur riportando le superfici di 938,81 mq per le opere abusive e di 2.520 mq per la particella acquisita, non ha prodotto il provvedimento né documentazione o specifiche contestazioni idonee a dimostrare il superamento del limite. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L'area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.
L'acquisizione gratuita opera in caso di mancata demolizione e può comprendere l'area di sedime e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe, ma non può eccedere il decuplo della superficie utile abusivamente costruita. Chi contesta la quantificazione deve fornire elementi documentali e specifiche allegazioni idonee a dimostrare il superamento del limite.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa, richiamata nel dispositivo, per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- L'accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione può essere legittimamente svolto dall'amministrazione su richiesta della Procura della Repubblica nell'ambito dell'esecuzione di una sentenza penale irrevocabile che abbia disposto la demolizione delle opere abusive.
- La mera rimozione parziale di alcune opere o la loro copertura e riconversione non equivalgono alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi quando permangano manufatti abusivi o si realizzi, senza idoneo titolo, un'elusione dell'obbligo demolitorio.
- L'impugnazione dell'ordinanza amministrativa di demolizione con ricorso straordinario non impedisce l'esecuzione dell'obbligo di demolizione derivante da una sentenza penale irrevocabile che abbia accertato i reati edilizi e disposto la demolizione.
- L'acquisizione gratuita prevista dall'art. 31 del d.P.R. 380/2001 può riguardare l'area di sedime e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe, purché l'area complessivamente acquisita non superi dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.
- La contestazione del rispetto del limite quantitativo dell'acquisizione richiede specifiche allegazioni e adeguato supporto documentale; la mera deduzione dell'errore di quantificazione, senza produrre il provvedimento contestato o elementi tecnici contrari, non è sufficiente.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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