Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11616/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi principali: (1) violazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen. per mancata assunzione di prova decisiva: omessa acquisizione, nel giudizio penale d'appello, della consulenza tecnica d'ufficio disposta nel giudizio civile (che individuerebbe l'imputato come passeggero e non come conducente) e omessa escussione del consulente nominato nel giudizio civile; si sostiene che la consulenza sia prova documentale sopravvenuta o scoperta dopo il primo grado e decisiva per l'individuazione del conducente. (2) vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.: la sentenza di condanna sarebbe carente e contraddittoria perché la consulenza tecnica del pubblico ministero sarebbe incerta circa l'individuazione del conducente e, quindi, non potrebbe esservi condanna oltre ogni ragionevole dubbio; inoltre si rileva il rischio che un diverso esito del giudizio civile possa in futuro determinare la revisione del processo penale.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha respinto. Sul primo motivo ha ritenuto non decisiva la consulenza civile non acquisita, perché la Corte territoriale aveva motivatamente ritenuto la consulenza civile non nuova né rilevante, essendo le conclusioni sostanzialmente coincidenti con quelle del consulente della difesa e non integrando prova sopravvenuta ai sensi dell'art. 603, comma 2, cod. proc. pen.; inoltre la Corte d'appello si era basata su altre risultanze probatorie (accertamenti di polizia in loco che avevano riscontrato l'imputato seduto al posto di guida dopo il ribaltamento, la consulenza tecnica del pubblico ministero e la consulenza medico-legale compatibile con il posizionamento in abitacolo) e aveva confutato la consulenza difensiva. Sul secondo motivo la Cassazione ha rilevato la genericità della doglianza e l'inammissibile richiesta di rivalutazione dei fatti; ha ricordato che il giudice di legittimità non può riesaminare le valutazioni probatorie dei giudici di merito. Conseguenze: ricorso inammissibile; condanna del ricorrente alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; ordine di versare, in via equitativa e in favore della Cassa delle ammende, la somma di euro 3.000 (tenuto conto della sentenza Corte cost. n.186/2000 e dell'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità). La sentenza di merito rimanente (condanna per omicidio colposo pluriaggravato) resta confermata.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Regolano i motivi di ricorso per cassazione: lett. d) riguarda la mancata assunzione di prove decisive; lett. e) riguarda il vizio di motivazione per insufficienza o contraddittorietà. La Corte ha ritenuto che le doglianze non fossero fondate, rispettivamente perché la consulenza civile non era prova sopravvenuta e perché la censura di carenza motivazionale risultava generica e costituisce una richiesta di rivalutazione dei fatti.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Disciplina la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello per prove sopravvenute o scoperte dopo la sentenza di primo grado; il comma 2 consente la rinnovazione solo se la prova è nuova e non manifestamente superflua o irrilevante. La Corte ha ritenuto che la consulenza civile non fosse nuova né rilevante e che la negazione della rinnovazione fosse motivata e conforme alla giurisprudenza.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo per il soccombente di sostenere le spese del procedimento di Cassazione; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata con riferimento al criterio di valutazione per l'applicazione della sanzione alla Cassa delle ammende; la Corte ha tuttavia ritenuto che non v'è prova di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e ha comunque disposto un versamento equitativo di euro 3.000.

  • Giurisprudenza di legittimità citata

    Sez. 1, n. 40705 del 10/01/2018; Sez. 1, n. 39663 del 07/10/2010; Sez. 2, n. 31065 del 10/05/2012; Sez. 6, n. 29137 del 05/05/2004

    Consolidato principio secondo cui la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello è obbligatoria solo per prove sopravvenute o scoperte dopo la sentenza di primo grado e che possono essere rifiutate le richieste concernenti prove manifestamente superflue o irrilevanti; inoltre la Cassazione non può riformare la valutazione di merito sui fatti.

Massime di principio

  • La richiesta di acquisizione in appello di una consulenza proveniente da un giudizio civile è ammissibile solo se la consulenza costituisce prova nuova, non manifestamente superflua né irrilevante rispetto a quanto già deciso in primo grado (art. 603, comma 2).
  • La Corte d'appello può rifiutare la rinnovazione istruttoria se ritiene la prova civile non nuova o ridondante rispetto alle risultanze processuali già acquisite; tale valutazione va adeguatamente motivata per resistere al controllo di legittimità.
  • La Cassazione non è sede per una rivalutazione globale e sostitutiva delle prove: i motivi devono indicare punti specifici di illogicità o contraddittorietà della motivazione, non mere richieste di diversa valutazione dei fatti.
  • L'esistenza di un possibile contrasto con un giudicato civile non determina automaticamente l'irregolarità del giudicato penale né la necessità di acquisire ogni atto civile; l'eventuale conflitto potrà eventualmente rilevare solo in sede di revisione se emerga un giudicato incompatibile e definitivo.
  • Per opporre successo in cassazione su questioni probatorie occorre provare che la prova richiesta sia effettivamente decisiva e sopravvenuta rispetto al primo grado; altrimenti la richiesta può essere dichiarata manifestamente superflua e respinta.
  • Le spese e il versamento alla Cassa delle ammende possono essere disposti anche in caso di inammissibilità del ricorso, salvo che non risulti colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.