Cassazione Penale, Sentenza n. 39158/2023 del 26/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di Appello di Bari che aveva confermato la condanna per ricettazione e riciclaggio. I motivi principali di ricorso sono: (1) nullità della sentenza di primo grado per sostituzione del difensore di fiducia con difensore d'ufficio ex art. 97, comma 4, c.p.p., e per chiamata del processo ad un orario anteriore rispetto a quello previsto (violazione del diritto ad essere assistito dal difensore di fiducia e irregolarità negli orari di trattazione); (2) nullità del verbale di perquisizione e sequestro per errore in personae nella identificazione del difensore di fiducia che avrebbe compromesso la validità dell'atto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla prima censura ha rilevato che il verbale di udienza precedente attestava il rinvio all'udienza del "17/01/18 ore 9.30", quindi non sussisteva la violazione dedotta; inoltre il tema relativo a fasce orarie e a un presunto protocollo non era stato sollevato in appello né documentato, per cui non poteva essere dedotto in cassazione. Sulla seconda censura ha rilevato mancanza di specificità e che dal verbale di perquisizione risultava che il legale era stato contattato telefonicamente e aveva dichiarato di non voler partecipare alle operazioni. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Riferimento all'istituto della nomina del difensore d'ufficio (sostituzione ex art. 97, comma 4) per far valere la censura di nomina involontaria del difensore; la Corte ha ritenuto che la nomina non fosse di per sé viziata alla luce degli atti e delle circostanze riferite nei verbali
Norma che autorizza la condanna alle spese e, in caso di inammissibilità con profili di colpa, alla corresponsione di una somma alla Cassa delle ammende: applicata per irrogare la sanzione di euro 3.000,00
Massime di principio
- In cassazione non possono essere proposte questioni nuove e non devolute alla cognizione della Corte d'appello: le censure devono essere tempestivamente sollevate nei gradi precedenti e documentate; altrimenti il ricorso è inammissibile.
- I verbali di udienza che indicano il rinvio e l'orario della successiva udienza fanno fede sul corretto svolgimento degli atti processuali; contestazioni sugli orari vanno provate con atti o documenti e non possono essere affermate ex novo in cassazione.
- La nomina di un difensore d'ufficio ex art. 97 c.p.p. non è automaticamente nulla: occorre valutare le concrete circostanze (contatti, reperibilità del difensore di fiducia, dichiarazioni nei verbali).
- Per la nullità di atti come verbali di perquisizione/sequestro per errore in personae è necessaria una specifica, motivata e provata deduzione che contrasti la motivazione già fornita dai giudici di merito; dichiarazioni riportate nel verbale (es. contatto telefonico con il difensore) possono escludere la nullità se risultano credibili.
- La proposizione di ricorsi infondati o procedimentalmente inammissibili può comportare non solo il pagamento delle spese processuali ma anche sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende; è quindi rilevante valutare la fondatezza e la tempestività delle censure prima di proporre ricorso in Cassazione.
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