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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32901/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per manifesta illogicità della motivazione del sequestro probatorio della patente di guida ritenuta falsa. Sostiene che la falsità sia stata affermata in modo apodittico dagli agenti senza indicare specifici elementi sintomatici di non genuinità e che, se la falsità fosse stata evidente ictu oculi, si tratterebbe comunque di un falso grossolano che imporrebbe la restituzione della cosa sequestrata.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene che il Tribunale abbia fornito motivazione sufficiente sulla finalità probatoria del vincolo, spiegando la necessità di accertare la genuinità della patente. La Corte osserva che non risultava un falso evidente 'ictu oculi', anche considerando l'apparente emissione del documento da autorità estera, e che i dubbi sull'autenticità derivavano dalle modalità del rinvenimento (incidente autoprovocato, fuga dall'ospedale) e da un primo esame del documento. Perciò la motivazione del sequestro è stata ritenuta congrua e non censurabile in Cassazione. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sez. U., n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli

    Sez. U., n. 36072 del 19/04/2018

    Ribadito l'obbligo di motivazione dei decreti di sequestro probatorio: il provvedimento deve indicare perché i beni siano corpo del reato o cose pertinenti e la finalità probatoria perseguita, modulando la motivazione in relazione al fatto ipotizzato e alla natura del bene.

  • Sez. 2, n. 46130 del 04/10/2023, Santandrea

    Sez. 2, n. 46130 del 04/10/2023

    Conferma che il mero richiamo alle norme non è sufficiente; occorre descrivere fatti e ragioni per cui il bene deve essere sottoposto a vincolo probatorio.

  • Sez. 6, n. 56733 del 12/09/2018, Macis

    Sez. 6, n. 56733 del 12/09/2018

    Sottolinea l'esigenza di una motivazione adeguata calibrata sul tipo di illecito, sulla relazione tra cosa e reato e sulla natura del bene oggetto di sequestro.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare il limite del sindacato di legittimità in Cassazione: le valutazioni di merito risultano in larga parte insindacabili, salvo vizio di motivazione manifestamente illogico o carenza grave, pertanto la Corte controlla la congruità della motivazione ma non ritiene riesaminabili i fatti purché adeguatamente motivati.

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione riferita ai fatti concreti, alla relazione tra il bene e il reato e alla finalità probatoria perseguita; non basta il richiamo formale alla norma
  • La mera presentazione di un documento sospetto (es. patente straniera rinvenuta in circostanze anomale) può giustificare il sequestro per approfondimenti, purché siano indicate ragioni concrete del dubbio
  • Se la falsità del documento è 'ictu oculi' e grossolana, potrebbe trovare applicazione l'obbligo di restituzione; ma quando l'apparenza induce dubbi non decisivi, il sequestro per accertamenti è legittimo
  • In sede di Cassazione il sindacato sulle valutazioni di fatto è limitato: la Corte verifica la coerenza e la logica della motivazione ma non riforma valutazioni di merito adeguatamente motivate
  • Chi propone ricorso in Cassazione deve articolare motivi consentiti dalla legge: censure puramente di merito o generiche sull'illogicità della motivazione rischiano l'inammissibilità
  • L'adozione di misure cautelari su documenti emessi da autorità estere richiede particolare attenzione alla motivazione, data la maggiore possibilità che il documento non sia immediatamente riconoscibile come falso

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