Cassazione Penale, Sentenza n. 34585/2023 del 08/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Disputa sull'opportunità di consentire al detenuto Mignolo Domenico, ristretto in regime 41-bis, di conservare alimenti freschi e surgelati nel frigorifero della sezione e di acquistare a proprie spese una borsa frigorifero rigida. L'Amministrazione penitenziaria aveva vietato tali misure per ragioni di sicurezza e organizzative; il Magistrato di sorveglianza aveva autorizzato sia la conservazione nel frigorifero di sezione sia l'acquisto della borsa frigo rigida; l'Amministrazione aveva presentato reclamo ex art. 35-bis che il Tribunale di sorveglianza ha parzialmente accolto (ha annullato la disposizione relativa al frigorifero di sezione ma ha confermato la possibilità per il detenuto di acquistare la borsa frigo rigida). Il Ministero ha impugnato in Cassazione tale statuizione
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla parte che autorizzava l'acquisto della borsa frigorifero rigida. Pertanto l'autorizzazione alla borsa frigo rigida è stata cancellata; per il resto l'ordinanza impugnata rimane (la parte relativa al frigorifero di sezione era stata accolta in senso favorevole all'Amministrazione dal Tribunale di sorveglianza e non è stata modificata dalla Cassazione). La Corte ha inoltre richiamato principi di diritto: il reclamo ex art. 35-bis tutela pregiudizi concreti a diritti soggettivi del detenuto (come il diritto all'alimentazione sana), ma il giudice non può imporre modalità operative all'Amministrazione penitenziaria che rientrano nella sua discrezionalità organizzativa quando questa garantisce adeguate misure alternative per la tutela del diritto
Norme richiamate
art. 35-bis legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)
Il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis tutela il pregiudizio concreto e attuale derivante da comportamenti dell'Amministrazione lesivi di una posizione di diritto soggettivo del detenuto, non un mero interesse di corretta esecuzione
art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.
Affianca l'art. 35-bis nel delineare il rimedio giurisdizionale per i pregiudizi a diritti soggettivi dei detenuti; il rimedio non autorizza il giudice a sostituirsi all'Amministrazione nell'individuazione delle modalità operative
art. 9 Ord. pen. (diritto all'alimentazione)
Riconosce il diritto del detenuto a un'alimentazione sana e sufficiente; la tutela di tale diritto può giustificare il riconoscimento di misure concrete (es. conservazione degli alimenti) se non sono offerte alternative adeguate dall'Amministrazione
art. 14 d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230
Attribuisce all'Amministrazione penitenziaria la possibilità di imporre limitazioni al possesso di beni e generi alimentari per ragioni di sicurezza e organizzative; tali misure rientrano nella discrezionalità amministrativa se assicurano adeguate garanzie del diritto del detenuto
art. 35, comma 1, n. 5 Ord. pen. (reclamo generico)
Distinto dal reclamo ex art. 35-bis: il reclamo generico tutela interessi di corretta esecuzione e non pregiudizi di diritti soggettivi intangibili
Massime di principio
- Il reclamo ex art. 35-bis è idoneo a tutelare diritti soggettivi concreti del detenuto (es. alimentazione e salute); non si limita a correggere irregolarità procedurali
- Il giudice, pur potendo riconoscere l'esistenza di un diritto del detenuto, non deve sostituirsi all'Amministrazione nella scelta delle modalità operative per garantire quel diritto se l'Amministrazione propone soluzioni adeguate nell'ambito della propria discrezionalità organizzativa
- Le limitazioni al possesso di oggetti (incluse borse rigide) possono essere legittime per ragioni di sicurezza e responsabilità civile; tali divieti trovano fondamento nelle norme che attribuiscono poteri organizzativi e di sicurezza all'Amministrazione penitenziaria
- Se l'Amministrazione dimostra di poter garantire la conservazione degli alimenti mediante misure alternative efficaci (es. rotazione di mattonelle refrigeranti da un frigorifero di sezione, controllo della catena del freddo), il giudice non dovrebbe imporre modalità diverse quali l'autorizzazione a introdurre oggetti rigidi potenzialmente pericolosi
- In situazioni simili bisogna bilanciare il diritto del detenuto a un'alimentazione sana con i rischi di sicurezza: il rimedio giudiziale interviene per tutelare il diritto quando mancano garanzie alternative concrete, mentre rimane deferente alle scelte organizzative dell'Amministrazione quando queste assicurano adeguate misure protettive
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