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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36175/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per il delitto di pascolo abusivo in concorso. Il difensore contestava la mancanza di prova della proprietà dei cavalli attribuiti al ricorrente, l'assenza del prevenuto dal luogo dei fatti il giorno del reato, l'errata e contraddittoria valutazione delle dichiarazioni della parte offesa e dei testi da parte della Corte territoriale, la mancata distinzione e specificazione delle condotte tenute dai singoli concorrenti (commissiva vs omissiva) e il difetto di motivazione in relazione al diniego delle attenuanti generiche e alla qualificazione della recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato: ha censurato la motivazione delle decisioni di merito per insufficiente e contraddittoria ricostruzione dei fatti e per mancanza di chiara individuazione della condotta imputata (introduzione dei cavalli o omissione di vigilanza), nonché per mancata risposta ai rilievi difensivi sulla proprietà degli animali e sulla presenza del ricorrente. Ha ritenuto assorbite le censure sulle attenuanti generiche e precluse quelle sulla recidiva. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Catania per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Richiamata in sede procedurale per motivare la trattazione con contraddittorio cartolare del ricorso per Cassazione (consentendo la decisione sulla base degli atti scritti).

  • art. 40, comma 2, cod. pen.

    Utilizzato per distinguere la responsabilità per fatto commissivo da quella per omissione: la responsabilità omissiva richiede l'individuazione della posizione che imponeva l'atto impeditivo (cioè chi aveva il dovere di vigilare/custodire).

  • art. 62-bis cod. pen.

    Citato in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto le censure assorbite senza entrare nel merito della valutazione concreta delle attenuanti.

  • art. 99 cod. pen.

    Rilevante rispetto alla determinazione della pena e al conteggio di precedenti/recidiva; la Corte ha osservato che la semplice menzione dei precedenti non può sopperire alla mancanza di motivazione sul loro effettivo rilievo ai fini del riconoscimento della recidiva e della determinazione della pena.

Massime di principio

  • In ipotesi di concorso di persone nel reato il giudice deve individuare e motivare con precisione la condotta attribuita a ciascun concorrente (specificando se si tratta di condotta commissiva o omissiva) e il contributo causale fornito alla consumazione del reato.
  • La prova della proprietà o del titolo che giustifica la disponibilità degli animali (o di altro bene materiale) è essenziale quando la responsabilità penale si fonda su tale elemento; la semplice ricorrenza di precedenti non può sostituire l'accertamento probatorio dei fatti contestati.
  • Per configurare responsabilità omissiva (mancata vigilanza/custodia) occorre dimostrare la posizione di garanzia dell'imputato rispetto all'evento, ossia l'esistenza di un obbligo specifico di impedire il fatto.
  • La Corte d'appello deve rispondere espressamente ai rilievi difensivi principali: motivazioni vaghe o contraddittorie sulla titolarità degli animali, sulla presenza dell'imputato o sulla natura della condotta rendono la sentenza annullabile per vizio di motivazione.
  • I precedenti o la 'professionalità' nel reato possono influire sulla valutazione delle circostanze attenuanti o sulla determinazione della pena solo se collegati e adeguatamente motivati rispetto ai fatti contestati; non sono di per sé prova di responsabilità per il fatto specifico.

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