Cassazione Penale, Sentenza n. 17275/2026 del 13/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per estorsione pluriaggravata e concorrenza sleale aggravata, deducendo: 1) mancata considerazione del giudicato irrevocabile favorevole ai coimputati (Della Pia Armando e Siniscalchi Arduino) che aveva qualificato i fatti come violenza privata e escluso l'aggravante del metodo mafioso; 2) vizio di motivazione circa la sua responsabilità, sostenendo di essere stato mero collaboratore commerciale senza compiti esecutivi nell'ipotesi estorsiva; 3) errata qualificazione del fatto come estorsione (anziché violenza privata) e carenza di prova delle aggravanti - in particolare l'aggravante delle più persone riunite e quelle connesse all'associazione mafiosa e all'uso del metodo mafioso - nonché la mancata considerazione della conoscibilità della qualità mafiosa dei coimputati; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, in considerazione del ruolo marginale e dell'inesistenza di precedenti.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi e confermato la responsabilità del ricorrente per il reato di estorsione (e per la concorrenza sleale), ritenendo legittima la qualificazione come estorsione e adeguata la valutazione delle intercettazioni che hanno evidenziato la partecipazione e collaborazione con Della Pia. Tuttavia, ha accolto parzialmente il ricorso annullando la sentenza impugnata soltanto in relazione a due aggravanti: quella prevista dall'art. 628, comma terzo, n. 3 (aggravante connessa alla commissione da parte di più persone riunite) e l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 (collegata all'associazione di tipo mafioso/uso del metodo mafioso). Per tali punti la sentenza è annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio su tali aggravanti e per la determinazione del trattamento sanzionatorio; il resto del ricorso è respinto. La responsabilità per estorsione è quindi definitiva; il giudice del rinvio dovrà altresì calcolare la prescrizione del reato di concorrenza sleale (capo V).
Norme richiamate
Le sentenze irrevocabili acquisite costituiscono prova dei fatti in esse accertati ma non vincolano il giudice del diverso procedimento: devono essere valutate unitamente ad altri elementi di prova e sottoposte al regime di valutazione previsto (art. 187 e art.192 c.3).
art. 192 cod. proc. pen., comma 3
Stabilisce i criteri di valutazione delle prove; richiede riscontro esterno delle risultanze e conserva l'autonomia valutativa del giudice, anche quando siano acquisite sentenze irrevocabili.
Richiamato nella valutazione delle sentenze irrevocabili come elementi di prova da integrare con il complesso probatorio.
Definisce il reato di estorsione: la giurisprudenza e la corte hanno ritenuto che possa configurarsi anche quando la condotta impone un 'facere' se essa è diretta a procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto economico a danno di terzi.
art. 628 comma terzo, n. 3 cod. pen.
Aggravante collegata alla commissione del reato da parte di più persone riunite; si ritiene sussistente quando davanti alla vittima vi sia la presenza simultanea o una condotta coordinata di più soggetti, ed essa si estende ai concorrenti salvo prova di ignoranza senz'errore ai sensi dell'art.59 c.2.
art. 416-bis cod. pen. e art. 416-bis.1
Norme sull'associazione di tipo mafioso e sulle aggravanti connesse: l'aggravante per uso del metodo mafioso o per collegamento con associazione mafiosa richiede elementi oggettivi concreti che dimostrino l'avvalimento del metodo o la riconoscibilità della qualità mafiosa dei soggetti al momento dei fatti.
art. 59 cod. pen., secondo comma
Prevede che l'aggravante si estenda ai concorrenti che non dimostrino di averne ignorato l'esistenza senza colpa; presunzione di conoscenza se il soggetto ha collaborato alla realizzazione del reato.
art. 63 cod. pen., quarto comma
Rilevante per il trattamento sanzionatorio: la presenza o l'assenza di aggravanti può influire sul computo della pena e su eventuali aumenti previsti da norma.
Massime di principio
- Una sentenza irrevocabile acquisita in un processo diverso costituisce prova dei fatti in essa accertati ma non vincola il giudice di un altro procedimento: il giudice mantiene autonomia valutativa e deve integrare tali sentenze con altri elementi probatori.
- La qualificazione tra estorsione e violenza privata dipende dalla finalità economica della condotta: è estorsione anche un comportamento che impone un 'facere' se è diretto a procurare un profitto economico ingiusto e a danneggiare la libera concorrenza.
- L'interpretazione delle intercettazioni è una questione di fatto rimessa al giudice di merito; la Cassazione sindaca solo la razionalità e la conformità della motivazione alle massime di esperienza.
- L'aggravante per commissione da parte di più persone riunite può sussistere quando risulti la presenza simultanea o la condotta coordinata di più soggetti davanti alla vittima; essa si estende ai concorrenti salvo prova di ignoranza senza colpa.
- Le aggravanti connesse alla mafia (associazione mafiosa, uso del metodo mafioso) richiedono elementi concreti e specifici; la loro applicazione può essere annullata se la motivazione non indica fatti obiettivi che dimostrino l'uso del metodo mafioso o la conoscibilità della qualità mafiosa dei coautori al momento del fatto.
- Se la Cassazione annulla le aggravanti, il giudice di rinvio deve riesaminare la sussistenza delle stesse e ricalcolare il trattamento sanzionatorio e la prescrizione per i reati residui; l'annullamento parziale non implica automaticamente la revisione dell'accertamento di responsabilità principale.
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