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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19408/2023 del 08/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato l'applicazione degli arresti domiciliari disposta dal Gip di Latina per nove ipotesi di furto pluriaggravato di autovetture. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe riportato pedissequamente l'ordinanza genetica senza un vaglio critico delle difese, non avrebbe valutato adeguatamente il ruolo e la collocazione del ricorrente nei fatti, mancavano riscontri telefonici e non sarebbe stata considerata la recente attività lavorativa rieducativa (operatore ecologico) che avrebbe reso meno afflittiva la misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo manifestamente infondato e generico perché non si confronta con i contenuti dell'ordinanza impugnata né apporta elementi nuovi rispetto al riesame. La Corte ha confermato che il Tribunale del Riesame ha motivato congruamente la sussistenza di un grave compendio indiziario sulla base di immagini di videosorveglianza, dati GPS relativi al veicolo in uso al coindagato e riconoscimenti di Antonini come autore materiale in più episodi; ha inoltre risposto alle censure sulla mancanza di riscontri telefonici. Quanto all'adeguatezza della misura, il Tribunale ha valutato che il procedimento e i fatti oggetto di riesame erano più gravi rispetto ad altri procedimenti in cui era stata ritenuta cessata l'esigenza cautelare e che il breve periodo (circa due mesi) di lavoro rieducativo era insufficiente a escludere il rischio di reiterazione. Conseguentemente, la Corte ha confermato l'inammissibilità e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 292, comma 2, cod. proc. pen.

    L'autonoma valutazione dei gravi indizi di colpevolezza è richiesta dal legislatore solo quando la misura è adottata "inaudita altera parte"; per gli altri provvedimenti (come il riesame) è sufficiente che il giudice dia motivazione o richiami legittimamente l'ordinanza genetica

  • art. 274, lett. c), cod. proc. pen.

    Riferimento alle esigenze di prevenzione per la valutazione dell'adeguatezza delle misure cautelari personali (es. arresti domiciliari) in relazione al rischio di reiterazione del reato

  • Sez. 1, n. 8518 del 10/09/2020 (Rv. 280603)

    Giurisprudenza richiamata per spiegare che il Tribunale del riesame non è tenuto a una autonoma e integrale rivalutazione dei gravi indizi se non si tratta di provvedimenti "inaudita altera parte"; è possibile richiamare l'ordinanza genetica purché la motivazione risulti presente e non apparente

  • Sez. 5, n. 12095 del 20/01/2021 (Rv. 280751)

    Principio secondo cui la mera assenza di formali inosservanze di prescrizioni accessorie in precedenti misure non esclude la rilevanza della prova della capacità della precedente misura di impedire la reiterazione del reato; ossia, la mancata reiterazione in passato non è decisiva se quella misura non ha realmente impedito la commissione di fattispecie analoghe

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione richiede che il ricorso in cassazione contro provvedimenti cautelari contenga elementi nuovi o censure specifiche non già esaminate: la mera riproposizione di argomentazioni già presentate al riesame è spesso considerata generica e inammissibile.
  • Il Tribunale del Riesame può legittimamente richiamare l'ordinanza genetica del Gip e non è sempre tenuto a una completa rivalutazione autonoma dei gravi indizi, salvo che il provvedimento impugnato sia stato adottato "inaudita altera parte".
  • Per la sussistenza del grave compendio indiziario sono decisivi elementi materiali come immagini di videosorveglianza, dati GPS e riconoscimenti oculari, che possono sorreggere la misura cautelare anche in assenza di riscontri telefonici.
  • Un breve periodo di attività lavorativa o altri elementi di emersione sociale non sono automaticamente idonei a escludere le esigenze cautelari se risultano insufficienti nel tempo o non impediscono la reiterazione del reato.
  • Chi propone ricorso deve fornire argomentazioni concrete e distinte rispetto a quelle già valutate nelle fasi precedenti; in caso contrario il giudice di legittimità tende a dichiarare inammissibile il ricorso e può irrogare condanne alle spese e somme a titolo di ammenda.

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