Sentenza del 13/10/2020 n. 2984 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Processo tributario - Atti impugnabili - Estratto del ruolo - Impugnabilità in casi eccezionali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
impugnazione dell'estratto del ruolo; si discute se l'estratto del ruolo, quale atto meramente interno dell'amministrazione finanziaria, sia impugnabile davanti al giudice tributario oppure sia insindacabile salvo espressa previsione normativa o situazioni eccezionali (in particolare quando l'estratto è stato notificato al contribuente in sostituzione della cartella di pagamento).
La decisione
il giudice ha affermato che l'estratto del ruolo, in linea generale, è un atto interno e non è impugnabile davanti al giudice tributario se non nei casi previsti da norme specifiche; tuttavia, in casi eccezionali — e in particolare quando l'estratto è stato effettivamente notificato al contribuente in sostituzione della cartella di pagamento e ha quindi prodotto effetti esterni nei confronti del privato — l'estratto può essere considerato impugnabile e il ricorso è ammissibile. La decisione richiama e si conforma alla giurisprudenza di legittimità e di merito citata.
Norme richiamate
l'articolo disciplina i termini e le condizioni di impugnazione degli atti tributari; dalla lettura emerge che gli atti interni dell'amministrazione non sono in linea di principio soggetti a impugnazione davanti al giudice tributario, salvo che una specifica previsione normativa o circostanze che attribuiscano all'atto efficacia esterna ne consentano la contestazione.
Cass. SSUU 19704/2015
la Suprema Corte in pronunce di legittimità ha chiarito che l'estratto del ruolo è atto interno non impugnabile salvo ipotesi in cui produca effetti esterni (ad es. se utilizzato come sostitutivo della cartella di pagamento); la decisione è utilizzata come principio di riferimento per distinguere i casi di ammissibilità.
Cass. 6395/2014 e Cass. 27800/2018 (ed altri richiamati)
sentenze 6395/2014; 27800/2018; ord. 11439/2016; 20611/2016; 22507/2019
ulteriori pronunce confermano il principio che l'estratto del ruolo, in quanto atto interno, non è usualmente impugnabile ma che la sua notifica al contribuente in luogo della cartella può trasformarlo in atto idoneo a produrre effetti giuridici esterni e quindi soggetto a sindacato giurisdizionale.
Massime di principio
- L'estratto del ruolo è di regola un atto interno dell'amministrazione e non è impugnabile davanti al giudice tributario salvo che una norma lo preveda espressamente.
- Se l'estratto del ruolo viene notificato al contribuente come sostituto della cartella di pagamento e produce effetti esterni (ad es. avvio dell'esecuzione), può essere considerato impugnabile per tutelare il diritto del contribuente.
- In caso di contestazione dell'impugnabilità, spetta al contribuente dimostrare la notifica e la funzione sostitutiva dell'estratto (data, modalità e contenuto), perché ciò giustifichi l'ammissione del ricorso.
- Il controllo giudiziale si concentra sulla natura e sugli effetti dell'atto e non solo sulla sua denominazione: è decisivo se l'atto abbia effettivamente inciso sulla sfera giuridica del contribuente.
- Nei casi dubbi è opportuno valutare tempestivamente la proposizione del ricorso e dedurre eventuali vizi di notifica o illegittimità dell'atto posto a fondamento dell'azione esecutiva.
- La giurisprudenza di legittimità e di merito è consolidata nel principio di cui sopra, ma esistono decisioni contrastanti di singole sezioni; pertanto, ogni caso va valutato sulla base delle concrete modalità e conseguenze della notifica.
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