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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45200/2024 del 09/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tanda Marco impugna la sentenza del Tribunale di Sassari del 10/05/2024 che lo aveva prosciolto ai sensi dell'art. 131-bis c.p. per particolare tenuità del fatto in relazione al reato previsto dall'art. 17 del T.U.L.P.S. L'accusa era l'omessa comunicazione al Questore della revoca della rappresentanza nel possesso della licenza per il commercio di preziosi. Il ricorrente deduce tre motivi: (1) inosservanza ed errata applicazione della legge penale perché il giudice avrebbe dovuto considerare applicabile la disciplina di depenalizzazione e le sanzioni amministrative previste dagli artt. 9 e 17-bis T.U.L.P.S.; (2) vizio di motivazione per avere il Tribunale applicato la causa di non punibilità per particolare tenuità anziché pronunciare una piena assoluzione; (3) vizio di motivazione per non avere valutato il documento (licenza) depositato dalla difesa in udienza.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi: ha confermato che, ai sensi dell'art. 127 T.U.L.P.S., i commercianti di oggetti preziosi devono essere muniti di licenza e che la depenalizzazione prevista dall'art. 17-bis non ha riguardato il commercio di preziosi, sicché la condotta omissiva contestata integra una violazione rilevante ai sensi dell'art. 17 T.U.L.P.S. Tuttavia il Tribunale aveva correttamente accertato la particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., tenendo conto della limitata durata della condotta, dell'esiguità del danno e dei documenti depositati (tra cui la licenza del 4 ottobre 2021). Pertanto il rigetto del ricorso conferma il proscioglimento per particolare tenuità statuendo altresì la condanna del ricorrente alle spese processuali (come disposto dalla sentenza).

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; applicata dal Tribunale per prosciogliere l'imputato alla luce della limitata offensività della condotta e della esiguità del danno

  • art. 17 T.U.L.P.S. (r.d. 18 giugno 1931, n. 773)

    Prevede la punizione (arresto o ammenda) per le violazioni del Testo Unico di cui non è prevista pena o sanzione amministrativa; applicata al caso perché le fattispecie riguardanti il commercio di preziosi non sono state incluse nella depenalizzazione di cui all'art. 17-bis

  • art. 17-bis T.U.L.P.S.

    Norma di depenalizzazione che ha trasformato numerose contravvenzioni in illeciti puniti con sanzioni amministrative; la Corte ha ritenuto che non comprenda le violazioni inerenti il commercio di preziosi, per cui non è applicabile al caso concreto

  • art. 127 T.U.L.P.S.

    Stabilisce l'obbligo di munirsi di licenza del Questore per fabbricanti, commercianti e mediatori di oggetti preziosi; la mancata comunicazione di variazioni concernenti la titolarità della licenza integra la fattispecie rilevante ai fini penali secondo la ricostruzione della Corte

  • art. 9 T.U.L.P.S.

    Riferita nel contesto come norma che impone prescrizioni nella licenza; la Corte distingue tra violazioni meramente prescrittive (sanzionate amministrativamente se rientranti in 17-bis) e violazioni della disciplina sostanziale della licenza (che possono rientrare in art. 17)

  • d.lgs. 13 luglio 1994, n. 480

    Riferimento normativo collegato alla depenalizzazione e alla riforma delle contravvenzioni richiamata dalla Corte per spiegare l'ambito di applicazione dell'art. 17-bis

  • art. 706 c.p. (abrogato)

    La Corte ricorda che l'abrogazione di questo articolo ha determinato una frammentazione dell'intervento depenalizzante e ha fatto ricadere determinate fattispecie, come quelle inerenti il commercio di preziosi, nell'ambito di applicazione dell'art. 17 T.U.L.P.S.

  • artt. 126 e 128 T.U.L.P.S.

    Norme precedentemente connesse alla sanzionabilità delle violazioni amministrative e menzionate per spiegare la ricaduta applicativa dell'art. 17 in seguito alle modifiche legislative

Massime di principio

  • La depenalizzazione prevista dall'art. 17-bis T.U.L.P.S. non si estende automaticamente a tutte le violazioni del Testo Unico: occorre verificare se la fattispecie riguardi specificamente attività espressamente escluse dalla depenalizzazione (es. commercio di preziosi).
  • Quando la violazione riguarda il regime di titolarità della licenza per attività soggette a pubblica sicurezza (art. 127 T.U.L.P.S.), la mancata comunicazione di variazioni può integrare una fattispecie punibile ai sensi dell'art. 17 T.U.L.P.S. e non una mera violazione amministrativa sanzionata ex art. 17-bis.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) può essere applicata anche quando l'illecito è comunque penalmente rilevante, se la condotta è di limitata offensività, di breve durata e il danno è esiguo; il giudice deve motivare adeguatamente quest'applicazione.
  • La presenza di documentazione probatoria (es. licenza depositata) deve essere valutata dal giudice e può influire sulla qualificazione giuridica della condotta e sull'applicabilità di misure di non punibilità; la mancata considerazione rilevante di documenti può essere censurata se effettivamente ignorata.
  • Chi impugna una sentenza favorevole a suo carico (es. proscioglimento per particolare tenuità anziché piena assoluzione) deve indicare specifici profili di illegittimità; le contestazioni generiche sulla motivazione o sulla qualificazione normativa sono difficili da accogliere se il giudice di merito ha fornito una motivazione coerente.

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