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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13106/2023 del 29/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 9/11/2022 che aveva rigettato l'istanza di riesame contro l'ordinanza del GIP del 4/10/2022, con la quale era stata confermata la custodia cautelare in carcere per i capi 1) e 42) (associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali e riciclaggio, con aggravante di agevolazione di una cosca di 'ndrangheta). Il ricorrente deduce un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione per travisamento delle risultanze investigative, sostenendo che le dichiarazioni dei collaboratori (in particolare Giglio, Muto, Mercurio) non individuerebbero direttamente Francesco Riillo come responsabile ma piuttosto la società Riillo s.r.l. e il fratello Pasquale; denuncia contrasto e contraddittorietà tra le dichiarazioni e la motivazione che ha esteso la responsabilità al ricorrente.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile, ritenendo che il tribunale avesse motivato in modo organico e coerente valorizzando sia il ruolo formale del ricorrente quale rappresentante legale della Riillo s.r.l. sia plurime dichiarazioni e circostanze oggettive (importi movimentati, rapporti con esponenti della 'ndrangheta) che consentivano di ritenere la società strumentale all'attività illecita e, perciò, di includere logicamente il coinvolgimento del rappresentante legale. La Corte ha inoltre ritenuto che il ricorso fosse frammentario e carente di specificità idonea a contestare il travisamento, e quindi inammissibile; conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese del procedimento e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone l'onere di rifondere le spese processuali a chi propone ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile; applicata per condannare il ricorrente a sostenere le spese del procedimento

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione sull'eventuale inesistenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, ai fini della liquidazione della somma alla Cassa delle Ammende; la Corte ha ritenuto non sussistente la colpa grave che avrebbe impedito la condanna equitativa

  • Giurisprudenza della Cassazione citata (Sez.5, n. 28011 del 15/02/2013; Sez.2, n. 11951 del 29/01/2014)

    Principi richiamati sulla inammissibilità dei motivi di ricorso non sufficientemente specifici o privi di correlazione con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato; usati per sostenere l'inammissibilità del ricorso per carenza di specificità e per frammentarietà delle censure

Massime di principio

  • Il ruolo formale di rappresentante legale di una società può, se la società è ritenuta strumentale ad attività illecite e vi sono elementi oggettivi (es. elevati flussi finanziari, rapporti con contesti criminali), essere valorizzato dal giudice per inferire il coinvolgimento penale dell'amministratore anche in assenza di riferimenti nominali espliciti in tutte le dichiarazioni testimoniali.
  • L'assenza di un riferimento costante e univoco al nome dell'indagato in tutte le dichiarazioni dei collaboratori o testimoni non impedisce al giudice di ricostruire responsabilità individuali quando le dichiarazioni, lette nel loro complesso e correlate al ruolo e alle circostanze, consentono una valutazione logica del coinvolgimento.
  • Le censure di travisamento delle risultanze devono essere formulate con specificità e dimostrare concretamente quale passaggio logico o quale elemento sia stato falsamente rappresentato; una mera rilettura parziale o frammentaria degli atti è spesso inammissibile in sede di ricorso per cassazione.
  • Chi propone ricorso privo della necessaria specificità o che sia meramente riformulativo del contrasto valutativo corre il rischio di inammissibilità e della condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle Ammende).
  • Nelle indagini che coinvolgono collegamenti con organizzazioni di tipo mafioso, il giudice può valorizzare sia dichiarazioni dirette sia indizi circostanziali (movimentazioni finanziarie, struttura societaria, rapporti con soggetti qualificati come esponenti di 'ndrangheta) per ricostruire la finalità e il contributo dell'ente e dei suoi rappresentanti.

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