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Ordinanza

Ordinanza n. 1513/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602832

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza del TAR Puglia, Sez. III, che aveva respinto la domanda cautelare contro il provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione relativo alla conversione del titolo di soggiorno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Puglia che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il provvedimento adottato nell’ambito della procedura di conversione del titolo di soggiorno. Il provvedimento amministrativo contestato si fondava sulla mancata dimostrazione della disponibilità di un alloggio fin dalla data dell’11 aprile 2025, corrispondente alla presentazione della domanda di conversione. L’appellante ha documentato, già nel contraddittorio procedimentale, la proroga del contratto di locazione, stipulata il 3 novembre 2025 e munita della relativa ricevuta di registrazione, contenente il richiamo al contratto originario del 14 gennaio 2025 e indicante il ricorrente quale conduttore. In giudizio è stato inoltre prodotto il contratto originario, anch’esso corredato dalla ricevuta di registrazione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e ha riformato l’ordinanza del TAR. Ha ritenuto che la disponibilità dell’alloggio fin dalla data di presentazione della domanda risultasse agevolmente dal contratto di proroga, dal richiamo espresso al contratto originario e dall’indicazione del ricorrente quale conduttore; tale disponibilità è stata ulteriormente confermata dal deposito del contratto originario registrato. Per effetto della riforma, il giudice ha sospeso gli effetti del provvedimento impugnato in primo grado. Le spese del doppio grado cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del tribunale amministrativo regionale.

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.

Massime di principio

  • Ai fini della verifica della disponibilità di un alloggio richiesta nell’ambito di una procedura amministrativa di conversione del titolo di soggiorno, la disponibilità può essere dimostrata mediante una proroga registrata del contratto di locazione che richiami espressamente il contratto originario e individui il richiedente quale conduttore.
  • La disponibilità dell’alloggio alla data rilevante può essere desunta dal coordinamento tra contratto originario registrato e successivo contratto di proroga registrato, anche quando la proroga sia stata stipulata successivamente a tale data, purché contenga riferimenti sufficientemente specifici al rapporto locatizio preesistente.
  • In sede cautelare, la produzione documentale idonea a smentire il presupposto fattuale sul quale si fonda il provvedimento amministrativo può giustificare la sospensione degli effetti dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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