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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18186/2024 del 09/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rescissione del giudicato avverso la sentenza di condanna del Tribunale di Napoli del 6 novembre 2017 (irrevocabile dal 25/02/2018). Il ricorrente ha dedotto di non avere avuto compiuta conoscenza della condanna se non con una comunicazione formale della Questura del 19/11/2022 e ha contestato la mancata prova, secondo la Corte d'appello, della tempestività della richiesta ex art. 629-bis cod. proc. pen.; inoltre ha censurato la presunta violazione degli artt. 127, comma 5, e 629-bis cod. proc. pen. per una presunta rimessione sul ruolo e fissazione di nuova udienza senza avviso alle parti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la richiesta di rescissione fosse tardiva: il termine di 30 giorni per presentare la richiesta ex art. 629-bis decorre dalla conoscenza del procedimento, non dalla conoscenza formale della sentenza, e il ricorrente non ha fornito elementi idonei a provare la tempestività. Quanto al secondo motivo, è stato ritenuto assorbito o manifestamente infondato: la Corte di appello aveva comunicato la data di rinvio in udienza (verbale del 6/11/2023) alla presenza del difensore. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La Corte richiama l'orientamento secondo cui il termine per la presentazione della richiesta di rescissione decorre dalla conoscenza del procedimento (e non necessariamente dalla conoscenza formale della sentenza) e grava sul ricorrente l'onere di allegare prove rigorose della tempestività della domanda rispetto al momento dell'effettiva conoscenza

  • art. 127, comma 5, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'obbligo di informazione alle parti; la Corte ha rilevato che non v'è stata violazione perché la fissazione della nuova udienza è stata resa nota in udienza e risulta dal verbale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e per l'applicazione di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende

  • art. 37, comma 1, d.lgs. 10/10/2022, n. 150

    Modifica normativa menzionata dalla Corte: al momento della presentazione della richiesta del ricorrente la modifica non era ancora vigente, quindi non incidente sul valutazione della tempestività

Massime di principio

  • Il termine di 30 giorni per la richiesta di rescissione del giudicato ex art. 629-bis decorre dalla conoscenza del procedimento e non dal mero ricevimento formale della sentenza; pertanto va provata l'effettiva data di conoscenza del procedimento
  • L'onere probatorio circa la tempestività è gravoso sul ricorrente: occorre allegare elementi documentali chiari e rigorosi che attestino quando lo stesso ha avuto contezza del procedimento e della sentenza
  • La mancata comunicazione formale di una fissazione d'udienza può essere sanata se la fissazione risulta dal verbale di udienza e se il difensore era presente; il verbale in tal caso è elemento decisivo
  • Le modifiche normative intervenute successivamente alla presentazione dell'istanza non incidono retroattivamente: va verificato se la nuova disciplina fosse già vigente al momento della domanda
  • In caso di inammissibilità del ricorso il giudice può condannare il ricorrente alle spese e irrogare una sanzione pecuniaria; è quindi opportuno valutare con attenzione la fondatezza e la tempestività prima di proporre impugnazioni

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