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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03901/2026 del 30/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Conferma quindi la decisione di merito nella parte in cui mantiene la condanna per furto in abitazione e il diniego delle richieste difensive in tema di attenuante per danno di speciale tenuità, attenuanti generiche e sostituzione della pena. Condanna inoltre la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello che, pur avendo parzialmente riformato in peius favorevole in punto pena la decisione di primo grado, ha confermato la condanna per furto in abitazione. Deduce tre censure: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p., sostenendo che il giudice di merito non avrebbe valorizzato adeguatamente la modesta offensività del fatto; 2) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; 3) mancata sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare. La Corte di cassazione ritiene il primo motivo non consentito perché reiterativo di doglianze di merito già disattese e privo di specificità; il secondo manifestamente infondato, poiché la motivazione di merito sul diniego delle attenuanti generiche è ritenuta sufficiente se richiama gli elementi decisivi; il terzo manifestamente infondato, perché l'art. 58 l. 689/1981 consente di negare la sostituzione quando vi siano fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato.

Norme richiamate

  • art. 62, primo comma, n. 4 c.p.

    Per il furto in abitazione, ai fini dell'attenuante del danno di speciale tenuità, il giudice deve considerare anche il danno morale collegato al patimento della vittima per l'intrusione nella propria dimora.

  • art. 58 l. 689/1981

    La pena detentiva non può essere sostituita quando sussistono fondati motivi per ritenere che il condannato non adempierà alle prescrizioni della misura sostitutiva.

  • art. 62 c.p.

    art. 62, primo comma, n. 4), cod. pen.

    La valutazione della speciale tenuità del danno deve essere compiuta considerando anche componenti non patrimoniali del pregiudizio subito dalla persona offesa.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato implicitamente nella parte in cui si afferma che il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato facendo riferimento solo agli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non sono ammissibili censure che si limitino a reiterare doglianze di merito già esaminate e respinte, senza una critica argomentata e specifica alla motivazione della sentenza impugnata.
  • Il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità può essere legittimamente fondato su una valutazione complessiva dell'offesa che includa anche il danno morale derivante dalla violazione della sfera domestica della vittima.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è sufficientemente motivato quando il giudice di merito richiami gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover analizzare singolarmente tutti i profili favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti.
  • La sostituzione della pena detentiva con una misura sostitutiva può essere negata sulla base di un giudizio prognostico sfavorevole circa l'adempimento delle prescrizioni da parte del condannato.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la parte ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurtoPena e commisurazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioParte generale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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