Cassazione Penale, Sentenza n. 28334/2022 del 19/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per riparazione ai sensi dell'art. 314 c.p.p. per presunta detenzione ingiusta subita in relazione a procedimento per partecipazione all'associazione mafiosa (Cosa Nostra, gruppo Emanuello). La ricorrente contestava che la Corte d'Appello avesse erroneamente ritenuto sussistente la colpa grave, sostenendo di aver agito inconsapevolmente e denunciando l'errata valorizzazione di dichiarazioni contraddittorie rese in fase di interrogatorio e dibattimento e la mancanza di motivazione adeguata sulla qualificazione delle sue condotte come gravemente colpose.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse valutato correttamente, in via autonoma e secondo il criterio ex ante richiesto per i casi di riparazione, tutti gli elementi probatori rilevabili e che le condotte della ricorrente (tre visite in carcere alla moglie di un detenuto, il ruolo di tramite fra un detenuto pericoloso e i suoi parenti, l'uso di una cabina telefonica invece del cellulare, la monetizzazione di un assegno postdatato consegnatole dalla cognata del detenuto, nonché versioni difformi rese in momenti diversi) potevano costituire contributo causale alla creazione di un'apparenza di reato e configurare colpa grave. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma che disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; richiede la valutazione se la persona abbia dato causa alla detenzione con dolo o colpa grave. La Corte conferma che tale valutazione è autonoma e deve essere ex ante, focalizzata sul determinare se il comportamento del detenuto abbia creato l'apparenza di fondatezza dell'accusa
Sez. 4 n. 9212 del 13/11/2013 (Maltese)
Sez. 4 n. 9212 del 13/11/2013, dep. 2014, Rv. 259082
Precedente che precisa il criterio di valutazione per la colpa grave nella riparazione: il giudice deve accertare se la condotta abbia creato la falsa apparenza della configurabilità di un illecito, con valutazione ex ante e autonoma rispetto al giudizio di merito
Sez. U, n. 32383 del 27/05/2010 (D'Ambrosio)
Sez. U, n. 32383 del 27/05/2010, Rv. 247663
Stabilisce che il giudice deve verificare se dal quadro indiziario disponibile al giudice della cautela potesse desumersi l'apparenza di fondatezza delle accuse e se il comportamento del ricorrente abbia contribuito a tale apparenza
Sez. 4 n. 19180 del 18/02/2016 (Buccini)
Sez. 4 n. 19180 del 18/02/2016, Rv. 266808
Ammette che in sede di riparazione il giudice valuti anche gli elementi probatori utilizzabili nella fase delle indagini, purché non esclusi espressamente in dibattimento
Sez. 4 n. 27458 del 05/02/2019 (Hosni Hachemi Ben-Idssen)
Sez. 4 n. 27458 del 05/02/2019, Rv. 276458
Conferma che la valutazione della sussistenza di condotte caratterizzate da macroscopica negligenza o imprudenza rientra nella discrezionalità del giudice della riparazione se adeguatamente motivata
Massime di principio
- In sede di riparazione per ingiusta detenzione il giudice valuta autonomamente, con criterio ex ante, se la condotta del detenuto abbia contribuito a creare l'apparenza di reato; non si ripete il giudizio di merito sulla responsabilità penale.
- Condotte di mediazione fra detenuti e l'esterno (es. ruolo di tramite, trasferimento di somme o assegni, contatti ripetuti) possono essere considerate elementi idonei a configurare colpa grave se contribuiscono a creare un quadro indiziario credibile.
- Dichiarazioni contraddittorie rese in momenti diversi (interrogatorio vs dibattimento) possono essere valutate come comportamento endoprocessuale ostativo al riconoscimento della riparazione.
- Il giudice può esaminare elementi raccolti in fase di indagine, purché non siano stati espressamente esclusi in dibattimento; la motivazione deve collegare i fatti alle ragioni per cui essi configurano colpa grave.
- Per chi si trovi in situazione analoga, è importante documentare e giustificare coerentemente ogni contatto o atto che possa risultare sospetto (ricevute, autorizzazioni, testimonianze) e mantenere coerenza tra le dichiarazioni rese nelle diverse fasi processuali per evitare che la condotta sia valutata come gravemente colposa.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27962/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27963/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27964/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27966/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27967/2022 del 19/07/2022
- Sentenza penale · 19 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27968/2022 del 19/07/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →