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Ordinanza

Ordinanza n. 1388/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'integrale esecuzione ed ottemperanza della sentenza del Tribunale di Napoli in funzione del Giudice del Lavoro n. 2054/2024 pubblicata il 19.03.2024, resa nell’ambito del procedimento R.G. n. 9571/2023, passata in giudicato e notificata in forma esecutiva alle parti resistenti presso le rispettive sedi in data 4.4.2024.

Giustizia amministrativa202500183

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento dell'Amministrazione all'esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un incidente di esecuzione nell'ambito del giudizio di ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Napoli, passata in giudicato, con la quale il Ministero era stato condannato a erogare la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, dell'importo nominale di euro 500,00 annui, per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. A fronte dell'ulteriore inadempimento, la precedente sentenza del TAR aveva previsto la nomina di un Commissario ad acta. Con l'incidente depositato il 16 dicembre 2025, la ricorrente ha invitato il Commissario a insediarsi e a dare esecuzione al giudicato. Successivamente, ha comunicato che il Ministero aveva adempiuto in data 13 gennaio 2026 e ha dichiarato cessata la materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere sull'incidente di esecuzione, rilevando che la ricorrente aveva conseguito l'utilità sostanziale perseguita, ossia l'integrale esecuzione della sentenza del giudice del lavoro e l'erogazione della Carta elettronica per le annualità riconosciute. Le spese sono state compensate. Il Collegio ha ritenuto equa tale soluzione in considerazione della risposta satisfattiva dell'Amministrazione e del comportamento processuale tenuto, richiamando il principio secondo cui alla cessazione della materia del contendere non consegue necessariamente la condanna alle spese secondo la soccombenza virtuale, potendo essere valorizzata la condotta leale e collaborativa dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 88 c.p.c.

    alla cessazione della materia del contendere non si correla necessariamente la condanna alle spese secondo la regola della soccombenza virtuale, potendo essere premiato il comportamento processuale dell’Amministrazione, conforme al principio di lealtà

    Il comportamento processuale leale dell'Amministrazione, che abbia dato spontanea e satisfattiva esecuzione alla pretesa prima della definizione dell'incidente, può giustificare la compensazione delle spese anche in caso di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza o nell'incidente di esecuzione, la cessazione della materia del contendere è dichiarata quando l'Amministrazione abbia integralmente realizzato l'utilità sostanziale riconosciuta dal giudicato, rendendo non più attuale l'interesse alla prosecuzione del giudizio.
  • La nomina di un Commissario ad acta prevista in caso di ulteriore inadempimento non impedisce la dichiarazione di cessazione della materia del contendere quando l'Amministrazione adempia successivamente, prima della decisione sull'incidente di esecuzione.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, la regolazione delle spese non deve necessariamente seguire la soccombenza virtuale: il giudice può disporne la compensazione valorizzando il comportamento processuale leale e satisfattivo dell'Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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