Cassazione Penale, Ordinanza n. 01877/2025 del 15/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione dichiara inammissibile il ricorso. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Resta ferma la sentenza di merito di condanna per evasione.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di cassazione esamina il ricorso proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per evasione. L'unico motivo dedotto riguardava la mancata disapplicazione della recidiva; il ricorrente sosteneva, in sostanza, che la recidiva non dovesse essere applicata o valorizzata nel trattamento sanzionatorio. La Corte rileva però che il motivo è aspecifico, perché non si confronta con la motivazione del provvedimento impugnato, ritenuta lineare e logicamente coerente.
Norme richiamate
Indicato come norma incriminatrice per il reato oggetto della condanna confermata in appello.
recidiva
Il motivo di ricorso concerneva la mancata disapplicazione della recidiva, ma la Corte lo reputa aspecifico perché non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo non si confronta specificamente con la motivazione della sentenza impugnata e si limita a riproporre censure generiche o assertive.
- La doglianza sulla recidiva deve essere dedotta in modo puntuale e confrontarsi con le ragioni poste dal giudice di merito a sostegno della relativa applicazione; in difetto, il motivo è aspecifico.
- In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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