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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31677/2025 del 22/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per Cassazione con plurimi motivi: (1) vizio di notifica del decreto di citazione a giudizio in appello ai sensi dell'art. 161, comma 4 c.p.p., lamentando che la notifica fosse stata effettuata al domicilio inizialmente eletto nonostante fosse stato successivamente indicato altro domicilio; (2) principale doglianza per violazione dell'art. 453, comma 1-ter c.p.p.: la richiesta di giudizio immediato "custodiale" era stata proposta prima della definizione del procedimento di riesame della misura cautelare (art. 309 c.p.p.), con compressione del diritto di difesa e della facoltà di celebrare l'udienza preliminare; (3) criticità nella acquisizione delle dichiarazioni decisive della persona offesa (art. 512 c.p.p.), con ricerche ritenute incomplete e senza attivazione di rogatorie internazionali; (4) mancata indicazione di circostanze imprevedibili che avrebbero reso impossibile la ripetizione della testimonianza della persona offesa (dovendo dunque motivare l'impossibilità della ripetizione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il secondo motivo fondato e assorbente: ha stabilito che la richiesta di giudizio immediato "custodiale" proposta prima della definizione del procedimento di riesame è illegittima, configura una nullità generale a regime intermedio per compressione del diritto di difesa e non può essere sanata dalla mera sussistenza di gravi indizi. Perciò la Corte ha dichiarato la nullità del decreto di giudizio immediato e, per conseguenza, l'annullamento senza rinvio delle sentenze di primo e secondo grado e del decreto di giudizio immediato, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Catania per il prosieguo (ai sensi dell'art. 604 c.p.p.). Le altre censure sono state assorbite.

Norme richiamate

  • art. 453, comma 1-ter, cod. proc. pen.

    La richiesta di giudizio immediato in caso di custodia cautelare può essere presentata solo dopo la definizione del procedimento di riesame previsto dall'art. 309 c.p.p. (o dopo il decorso dei termini per proporre il riesame); il mancato rispetto di questo termine determina una nullità che comprime il diritto di difesa e priva l'imputato della possibilità dell'udienza preliminare.

  • art. 309, cod. proc. pen.

    Disciplina il procedimento di riesame avverso le misure cautelari; la sua definizione o il decorso dei termini è condizione sospensiva per la legittima richiesta del giudizio immediato "custodiale".

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la notifica sostitutiva quando il destinatario è irreperibile al domicilio eletto; la corretta applicazione richiede verifiche sull'inidoneità del domicilio precedente e il rispetto delle formalità richieste, l'eventuale vizio può integrare una nullità di atto notificatorio.

  • art. 512, cod. proc. pen.

    Regola l'assunzione delle dichiarazioni della persona offesa; la parte lamenta omissioni nelle ricerche e nella tempestiva attività investigativa (anche internazionale) per rendere ripetibile la testimonianza decisiva, deducendo vizio di motivazione sulla mancata dimostrazione dell'imprevedibilità dell'assenza.

  • art. 178 e ss., cod. proc. pen.

    Riguarda le nullità e le relative conseguenze; la censura invocava violazioni di legge con riferimento alle nullità formali e sostanziali degli atti impugnati.

  • art. 182 e ss., cod. proc. pen.

    Disciplina le eccezioni; la Corte ha rilevato che l'eccezione relativa alla violazione dell'art. 453 c.p.p. era stata sollevata tempestivamente e reiteratamente nei termini processuali, quindi preservata per il sindacato di legittimità.

  • art. 604, cod. proc. pen.

    Stabilisce le modalità di trasmissione degli atti dopo l'annullamento: la Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale per il prosieguo del procedimento.

Massime di principio

  • La richiesta di giudizio immediato in presenza di misura custodiale è ammissibile solo dopo la definizione del procedimento di riesame (art. 453, comma 1-ter e art. 309 c.p.p.); la violazione di questo termine determina una nullità rilevante che può portare all'annullamento delle sentenze.
  • L'omessa o anticipata proposizione del giudizio immediato comprime il diritto alla celebrazione dell'udienza preliminare e del contraddittorio, e non può essere "sanata" dalla sola ricorrenza di gravi indizi: la sanatoria è possibile solo nei casi tassativi previsti dalla legge (es. accesso al rito abbreviato con rinuncia espressa alle eccezioni).
  • Le eccezioni procedurali devono essere sollevate tempestivamente (art. 182 e ss. c.p.p.) e, se riproposte regolarmente nei gradi successivi, sono esaminabili dalla Cassazione.
  • Sulle notifiche sostitutive (art. 161 c.p.p.) il giudice deve verificare l'inidoneità del domicilio eletto prima di procedere; errori in questo ambito possono configurare nullità del procedimento notificatorio.
  • Quando la prova determinante è la dichiarazione di una persona offesa, la pubblica accusa e il giudice devono dimostrare l'impossibilità di ripetere la testimonianza e la diligente attivazione di ogni mezzo (anche internazionale) per reperirla; l'assenza di adeguata motivazione può costituire vizio.
  • Un tentativo di motivare la convalida di un atto processuale illegittimo sulla base della forza degli elementi indiziari sostanziali non supplisce ai requisiti formali richiesti dalla legge.

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