Cassazione Penale, Sentenza n. 3978/2022 del 04/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti chiedevano la riparazione per ingiusta detenzione relativa agli arresti domiciliari subiti nel agosto 2010 (Felici: 6-12/08/2010; Martinelli: 6-13/08/2010) in un procedimento per concussione tentata e falsità ideologica, dai quali furono poi assolti. In primo grado la Corte di appello aveva accolto la domanda; la Cassazione annullò con rinvio per carenze di motivazione sulla valutazione della colpa grave. In sede di rinvio la Corte d'Appello di Firenze rigettò nuovamente le domande ritenendo sussistente la colpa grave: i giudici hanno ritenuto che i ricorrenti avessero indotto automobilisti a consegnare somme non dovute e avessero indicato su fogli di servizio attività non compiute, creando l'apparenza del reato e rafforzando il quadro indiziario. I ricorrenti impugnavano in Cassazione per violazione di legge e travisamento della prova, sostenendo che il Tribunale di Siena aveva escluso responsabilità dolosa o gravemente colposa e che gli interrogatori in forma riassuntiva erano stati travisati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto infondati i motivi: la Corte d'Appello ha applicato correttamente i principi richiamati nella sentenza di annullamento e ha motivato la sussistenza della colpa grave sulla base del quadro indiziario e delle ammissioni o omissioni dei ricorrenti. Il vizio di travisamento degli interrogatori è stato escluso perché i punti controversi risultano incontestati o ammessi. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 606, lett. e), cod. proc. pen.
Consente di denunciare il travisamento della prova come vizio di motivazione quando il giudice abbia fondato la decisione su una prova inesistente o su un risultato di prova manifestamente diverso da quello reale; qui usato per valutare la doglianza sul presunto travisamento degli interrogatori.
Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento di cassazione. La Corte ha condannato i ricorrenti ai sensi di questa disposizione.
Giurisprudenza di Sez. 4, n. 41396/15/09/2016 (Piccolo, Rv. 268238-01)
Principio secondo cui, nel giudizio di riparazione per ingiusta detenzione, il giudice deve valutare il comportamento dell'interessato alla luce del quadro indiziario su cui si è fondato il provvedimento cautelare, salvo che quegli elementi siano stati dichiarati inutilizzabili o neutralizzati nel giudizio di assoluzione. La Corte ha applicato tale principio per valutare la colpa grave dei ricorrenti.
Massime di principio
- Nel giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione il giudice valuta il comportamento del richiedente ex ante, alla luce del quadro indiziario che ha giustificato la misura cautelare; se quel comportamento ha creato l'apparenza del reato con effetti determinanti, può integrare colpa grave e ostare all'indennizzo.
- Un'assoluzione nel merito non esclude automaticamente il divieto di indennizzo: gli elementi indiziari utilizzati per la misura cautelare devono essere stati espressamente dichiarati inutilizzabili o neutralizzati nel processo di assoluzione per eliminare la rilevanza ai fini della riparazione.
- Il travisamento della prova come motivo di cassazione richiede che il giudice abbia riferito o deciso su una prova inesistente o su un risultato di prova chiaramente diverso da quello reale; la mera verbalizzazione 'riassuntiva' degli interrogatori non basta a dimostrare il travisamento se i fatti contestati risultano comunque incontestati o ammessi.
- Le ammissioni o omissioni rilevanti nelle fasi cautelari (ad es. nel corso degli interrogatori) possono essere valutate come elementi a sostegno della colpa grave, soprattutto se contribuiscono a creare o rafforzare l'apparenza di illecito.
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