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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24379/2025 del 02/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il soggetto condannato ha impugnato l'ordinanza del tribunale di sorveglianza di Messina che aveva respinto la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale, concedendo invece la detenzione domiciliare. Nel ricorso per cassazione ha dedotto violazione di legge e vizi motivazionali, contestando in sostanza la valutazione di merito compiuta dal giudice di sorveglianza circa l'assenza di una prognosi favorevole di non recidivanza. La Corte rileva che la doglianza mira in realtà a ottenere una diversa valutazione degli elementi fattuali già esaminati dal giudice a quo, inammissibile in sede di legittimità. Il tribunale aveva motivato il diniego valorizzando la non risalenza del reato, la personalità violenta del condannato, l'assenza di seria revisione critica e la pendenza di reati della stessa indole (lesioni aggravate, minacce e calunnia).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure, pur formalmente prospettate come violazione di legge e vizio di motivazione, si risolvessero nella richiesta di una nuova valutazione del merito, preclusa nel giudizio di legittimità; ha inoltre confermato la logicità e adeguatezza della motivazione del tribunale di sorveglianza sul mancato riconoscimento dell'affidamento in prova. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • affidamento in prova al servizio sociale

    La misura alternativa è subordinata a una prognosi favorevole di non recidivanza, che il giudice di sorveglianza può negare sulla base della personalità del condannato, della gravità e risalenza del reato, della capacità di revisione critica e delle pendenze analoghe.

  • detenzione domiciliare

    È stata concessa come misura alternativa in luogo dell'affidamento in prova, pur nel rigetto di quest'ultimo.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito sollecitare una nuova e diversa valutazione del merito rispetto a quella compiuta dal giudice di sorveglianza, quando la motivazione impugnata sia adeguata e non manifestamente illogica.
  • Il diniego dell'affidamento in prova al servizio sociale può essere fondato sulla mancanza di una prognosi favorevole di non recidivanza, desunta dalla personalità del condannato, dalla non risalenza del reato, dall'assenza di seria revisione critica e dalla presenza di precedenti o pendenze per reati della stessa indole.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile e non emergono elementi che escludano la colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità, si applicano le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., inclusa la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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