Cassazione Penale, Sentenza n. 39681/2023 del 29/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del 09/11/2022 che aveva respinto l'istanza di detenzione domiciliare. Il ricorso deduceva vizio di motivazione (contraddittorietà e illogicità), sostenendo che il Tribunale avrebbe ignorato i molteplici elementi favorevoli emersi dalla relazione di sintesi del gruppo di osservazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso come infondato. Ha ritenuto adeguata e congrua la motivazione del Tribunale di Sorveglianza, che ha negato la detenzione domiciliare per il perdurante rischio di recidiva, fondato su recenti condanne per reati contro il patrimonio, su un procedimento in corso per tentato furto aggravato, su numerose segnalazioni di polizia per borseggio e sulle problematiche condizioni economiche del nucleo familiare; il Tribunale aveva inoltre evidenziato l'opportunità di un'occupazione intramuraria per rendere più sicuro il reinserimento. La Suprema Corte ha richiamato il principio per cui la valutazione sull'idoneità della misura alternativa è discrezionale e sindacabile in cassazione solo se la motivazione sia inadeguata; nel caso è risultata adeguata. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma richiamata per l'imputazione delle spese processuali: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese a seguito del rigetto del ricorso.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 56703 del 05/06/2018 (Bonsignore, Rv. 274657)
Principio che il Tribunale deve valutare la presenza di elementi idonei a ritenere che la misura alternativa possa efficacemente prevenire la commissione di altri reati, considerando efficacia delle prescrizioni, caratteristiche di personalità, progressi intramurari e comportamenti in libertà.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 36546 del 03/10/2006 (Bruzzese, Rv. 235510)
Richiamo al principio della discrezionalità del giudice di merito nelle valutazioni di fatto circa l'idoneità della misura alternativa; tale giudizio non è censurabile in cassazione se supportato da motivazione adeguata e logica.
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 8094 del 11/01/2007 (Ienco, Rv. 236540)
Conferma che la valutazione sull'idoneità della misura alternativa è questione di fatto rimessa al giudice di merito e sindacabile in legittimità solo in presenza di vizi di motivazione.
Massime di principio
- La presenza di elementi positivi nel percorso intramurario non determina automaticamente la concessione della misura alternativa se permangono concreti elementi di rischio di recidiva.
- Il Tribunale deve motivare adeguatamente la valutazione sul rischio di recidiva, richiamando fatti concreti (procedimenti pendenti, segnalazioni, precedenti condanne, condizioni familiari/economiche) che giustifichino il diniego.
- La valutazione sull'idoneità della detenzione domiciliare è discrezionale e concernente questioni di fatto; la Cassazione interviene solo se la motivazione è mancante, contraddittoria o illogica.
- Elementi rilevanti a favore o contro la misura alternativa possono riguardare: efficacia delle prescrizioni previste, caratteristiche di personalità del detenuto, progressi nel trattamento intramurario, comportamenti accertati in libertà e contesto socio-economico.
- La sussistenza di difficoltà economiche del nucleo familiare può essere considerata come fattore criminogeno se adeguatamente documentata e collegata al rischio di recidiva.
- Per aumentare le probabilità di successo di una richiesta di detenzione domiciliare è utile fornire prove concrete dell'adeguatezza delle prescrizioni, dell'assenza di comportamenti a rischio in libertà e di possibili strumenti di tutela (es. rete familiare, occupazione, programmi di trattamento).
- La condanna alle spese processuali può essere disposta in caso di rigetto del ricorso, secondo le norme processuali applicabili.
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