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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10524/2026 del 19/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione, proposto dal difensore dell'imputato avv. Masotta, contestava il rigetto dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore relativa all'udienza conclusiva del 8 ottobre 2025, deducendo violazione dell'art. 606 lett. b), c) ed e) c.p.p.; in sintesi si contestava che il Giudice di pace non avrebbe dovuto ritenere inammissibile la richiesta di rinvio motivata da concomitanti impegni professionali dell'avvocato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, quindi, inammissibile. Ha ritenuto che il difensore abbia comunicato tardivamente l'impedimento: la procura è del 19 luglio 2025 mentre la comunicazione dell'impedimento per la pendenza di un procedimento davanti al Tribunale di Roma è pervenuta solo 5 giorni prima dell'udienza dell'8 ottobre. La Corte ha inoltre richiamato che nel corso del processo erano già stati concessi numerosi rinvii (otto), alcuni motivati da impegni concomitanti, sicché era richiesto maggior scrupolo nel richiedere un ulteriore rinvio. Conseguentemente è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b), c) ed e))

    Norma relativa ai motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che il motivo dedotto in base a tali lett. non fosse fondato perché l'istanza di rinvio era stata comunicata tardivamente rispetto ai requisiti di tempestività e precisione richiesti.

  • art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.

    La Corte richiama l'orientamento secondo cui l'impegno professionale del difensore in altro procedimento può costituire legittimo impedimento solo se il difensore soddisfa condizioni di tempestiva comunicazione e specificità delle ragioni; tali condizioni non erano adempiute nel caso concreto.

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'avvalersi di un sostituto difensore; la Corte richiede che il difensore rappresenti l'impossibilità di avvalersi di un sostituto sia nel procedimento concomitante sia in quello per cui si chiede il rinvio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato: applicata dalla Corte per quantificare la sanzione pecuniaria di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • Il legittimo impedimento del difensore per concomitanti impegni professionali è riconosciuto solo se comunicato tempestivamente non appena noto e con specifiche ragioni che mostrino l'essenzialità della sua presenza nell'altro procedimento.
  • Occorre attestare l'assenza di altro codifensore e l'impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell'art. 102 c.p.p.; la mera dichiarazione generica non basta.
  • Se nel processo sono già stati concessi ripetuti rinvii per analoghe cause, il giudice può richiedere maggiore rigore e puntualità nella richiesta di ulteriori rinvii e può ritenere inammissibile istanze tardive.
  • La tardività della comunicazione dell'impedimento (es. pochi giorni prima dell'udienza) può portare all'inammissibilità del ricorso per vizio procedurale relativo al rigetto dell'istanza di rinvio.
  • In caso di ricorso manifestamente infondato il ricorrente può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., valutata equitativamente dal giudice.

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