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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43681/2022 del 17/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la confisca di un villino e di due terreni ritenuti riconducibili a Giacomo Vaccaro. Questione centrale: se le somme derivanti dalla liquidazione di due polizze vita intestate a Silvana Castello, poi utilizzate per l'acquisto dei terreni, fossero di origine lecita; i ricorrenti deducevano che la Corte d'appello, nel riesame dopo l'annullamento con rinvio, aveva riesaminato fatti già valutati e preclusi dal provvedimento di revoca del sequestro del 19 luglio 2004.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto legittima la valutazione della Corte d'appello sul rapporto tra i proventi delle polizze e l'origine illecita delle risorse, precisando che il giudice del rinvio può effettuare nuovi accertamenti di fatto entro il limite di non ripetere i vizi già censurati. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 627 c.p.p.

    citato nel testo come 'art. 627 cod. proc. pen.'

    Richiamato per escludere che la Corte d'appello abbia violato il divieto di ridiscutere ciò che era stato già deciso; la Corte ha invece ritenuto che il rilievo non sussista perché il giudice del rinvio può compiere nuovi accertamenti di fatto nei limiti indicati dalla giurisprudenza.

  • art. 616 c.p.p.

    citato nel testo come 'art. 616 c.p.p.'

    Applicato per disporre la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria per aver proposto ricorsi inammissibili.

  • principio giurisprudenziale della Corte di Cassazione

    La giurisprudenza richiamata stabilisce che il giudice del rinvio deve attenersi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione ma conserva ampia autonomia nella ricostruzione dei fatti, potendo eseguire nuovi accertamenti di fatto purché non si ripetano i vizi di motivazione censurati nella sentenza annullata.

Massime di principio

  • Il giudice del rinvio può effettuare nuovi accertamenti di fatto anche su circostanze che costituiscono il presupposto della decisione annullata, purché non ripeta i vizi di motivazione già censurati dalla Corte di cassazione.
  • Un provvedimento precedente di revoca del sequestro può essere vincolante solo nella misura in cui abbia deciso irrevocabilmente e in termini chiari l'originaria lecita provenienza dei beni; se invece il provvedimento stesso annota elementi di illiceità, il giudice successivo può valutare la compatibilità dell'acquisto con le disponibilità lecite.
  • Nelle controversie su confisca di beni per presunta origine illecita, è essenziale distinguere tra decisioni di carattere giuridico (principi vincolanti) e valutazioni di fatto rilevabili e verificabili nuovamente dal giudice del rinvio.
  • La mancata impugnazione di un provvedimento che riconosce la liceità di risorse può produrre effetti preclusivi, ma la portata di tali effetti dipende dal contenuto effettivo del provvedimento stesso.
  • In caso di ricorsi manifestamente inammissibili la Corte può condannare i ricorrenti al pagamento delle spese e irrogare sanzioni pecuniarie ai sensi degli articoli procedurali applicabili.

Testo integrale

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