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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04622/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il Tribunale di sorveglianza ha sostituito la misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale con la detenzione domiciliare per l'intera pena residua, ritenendo che il recente coinvolgimento del condannato in un'indagine per truffa e riciclaggio, unitamente alle modalità del fatto e alle risultanze documentali del trasferimento all'estero di 70.000 euro, fosse indice di una rivalutata pericolosità sociale e di una condotta incompatibile con la prosecuzione della prova. Il ricorrente ha proposto un unico motivo, solo in parte finalizzato a censurare il provvedimento, ma senza una reale contestazione della motivazione posta a base della revoca/sostituzione; si è limitato a sostenere la meritevolezza dell'affidamento in prova, senza confrontarsi con il nucleo della decisione, cioè con la rilevanza della condotta delittuosa recentemente contestata e con il complessivo atteggiamento tenuto durante la misura, descritto come caratterizzato da scarsa adesione alle iniziative rieducative.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale di sorveglianza fosse coerente con il principio per cui la revoca dell'affidamento in prova non discende automaticamente dalla mera violazione della legge penale o delle prescrizioni, ma richiede una valutazione discrezionale, logicamente e adeguatamente motivata, circa l'incompatibilità concreta della condotta con la prosecuzione della prova. Le censure non hanno inciso sul cuore argomentativo dell'ordinanza impugnata. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 11, L. 26 luglio 1975, n. 354

    La revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale non consegue automaticamente alla violazione della legge penale o delle prescrizioni, ma richiede un apprezzamento del giudice sulla concreta incompatibilità della violazione con la prosecuzione della prova.

  • L. 26 luglio 1975, n. 354

    È la legge sull'ordinamento penitenziario richiamata quale base normativa dell'affidamento in prova e della sua revoca.

Massime di principio

  • La revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale è rimessa a una valutazione discrezionale del tribunale di sorveglianza e presuppone un giudizio concreto di incompatibilità tra la condotta tenuta e la prosecuzione del percorso trattamentale.
  • Non è sufficiente la mera violazione di prescrizioni o la sola pendenza di un nuovo procedimento penale: occorre una motivazione logica e adeguata che spieghi perché il fatto costituisca una sopravvenienza incompatibile con la misura.
  • Nel giudizio sulla revoca della misura alternativa il giudice deve valutare la gravità dei singoli episodi, ma anche l'andamento complessivo del percorso esecutivo in relazione alla finalità di recupero sociale del condannato.
  • Il ricorso per cassazione contro il provvedimento del tribunale di sorveglianza è inammissibile quando non si confronta realmente con la ratio decidendi, limitandosi a richiami generici alla meritevolezza del beneficio senza censurare il nucleo motivazionale della decisione.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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