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Sentenza

Sentenza n. 113/2026 - Palermo, Sezione 5

per l'annullamento - DEL PROVVEDIMENTO DELL’ASSESSORATO REGIONALE AGRICOLTURA 19/9/2025, DI RIGETTO DEL RICORSO GERARCHICO; - DEL PROVVEDIMENTO DELL’ASSESSORATO REGIONALE AGRICOLTURA 5/11/2025, DI RICHIESTA DI RESTITUZIONE DI SOMME INDEBITAMENTE PERCEPITE PARI A 462.259,14 €.

Giustizia amministrativa202502490

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico e richiesta di restituzione di € 462.259,14 per aiuti indebitamente percepiti

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (amministrazione erogante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il rigetto del ricorso gerarchico e la richiesta di restituzione delle somme percepite nell’ambito della misura F Agroambiente del PSR Sicilia, sostenendo di non aver violato gli impegni assunti. L’amministrazione aveva contestato il venir meno, durante il periodo ventennale di impegno, della titolarità delle superfici agricole oggetto dell’aiuto, a seguito di un inadempimento contrattuale risultante da un verbale formato presso la Conservatoria di Agrigento il 10 maggio 2021 e dell’avvio della procedura di rilascio del fondo da parte di ISMEA. La ricorrente ha dedotto di aver conosciuto tale situazione soltanto con la notifica dell’atto di precetto del 20 maggio 2022, di avere fino al 22 luglio 2025 posseduto e coltivato i terreni e di aver agito in buona fede; ha inoltre sostenuto che la risoluzione del contratto non avrebbe comportato la violazione degli impegni relativi all’aiuto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, individuando nel giudice ordinario l’autorità giurisdizionale competente. La controversia non riguarda la fase procedimentale anteriore all’attribuzione discrezionale del beneficio né l’annullamento o la revoca per vizi di legittimità o per contrasto originario con il pubblico interesse, ma la restituzione di somme già erogate in ragione del dedotto inadempimento della beneficiaria alle condizioni di concessione e del venir meno dei requisiti, costituito dalla titolarità dei terreni, durante il periodo ventennale di impegno. In tale fase la posizione della beneficiaria è qualificata come diritto soggettivo alla conservazione delle somme percepite, mentre la pretesa dell’amministrazione si fonda sull’inadempimento di obblighi derivanti dalla legge o dall’atto concessivo, anche se l’atto è formalmente denominato revoca, decadenza o risoluzione. Sono stati fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda ai sensi dell’art. 11 c.p.a., con possibilità di riproposizione davanti al giudice ordinario entro il termine previsto dalla norma. Nulla è stato disposto sulle spese, non essendosi costituita l’amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 7 bando 2005 misura F Agroambiente PSR Sicilia

    I requisiti devono essere mantenuti per tutto il periodo di impegno, pari a 20 anni, a pena di decadenza totale degli aiuti e restituzione dei premi percepiti.

    La titolarità delle superfici oggetto dell’impegno costituisce requisito da mantenere per l’intera durata ventennale; il suo venir meno può fondare la decadenza dagli aiuti e la restituzione delle somme percepite.

  • art. 11 d.lgs. 104/2010

    Sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato.

    Quando il giudice amministrativo declina la giurisdizione, deve indicare il giudice munito di giurisdizione e sono conservati gli effetti sostanziali e processuali della domanda se questa è riproposta davanti al giudice indicato entro il termine perentorio previsto.

Massime di principio

  • Le controversie relative alla restituzione o al ritiro di contributi pubblici, quando il provvedimento amministrativo si fonda sull’inadempimento del beneficiario alle condizioni previste dalla legge o dall’atto di concessione, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, anche se l’atto è formalmente qualificato come revoca, decadenza o risoluzione.
  • La giurisdizione amministrativa sussiste, invece, quando la controversia riguarda la fase anteriore al provvedimento discrezionale di attribuzione del beneficio oppure l’annullamento o la revoca del beneficio per vizi di legittimità o per contrasto originario con il pubblico interesse, e non per inadempimento del beneficiario.
  • Dopo il riconoscimento dell’agevolazione e la concreta erogazione delle somme, il beneficiario è titolare di un diritto soggettivo alla conservazione degli importi percepiti; la contestazione dell’obbligo restitutorio, fondato sull’inadempimento degli obblighi concessori, spetta al giudice ordinario.
  • In caso di declinatoria della giurisdizione, il giudice amministrativo deve indicare il giudice munito di giurisdizione e gli effetti sostanziali e processuali della domanda sono conservati se il giudizio è riproposto davanti a tale giudice entro tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia, ferme le preclusioni e decadenze intervenute.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiGiurisdizione e riparto
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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