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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40291/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo a un incidente di esecuzione proposto da Dario Catalano il 22/08/2022, relativo a sentenza del Tribunale di Avellino del 18/01/2007 (confermata in appello). Il Tribunale di Napoli, all'atto della ricezione dell'istanza, aveva declinato la competenza in favore del GIP di Pesaro sulla base della consultazione del casellario giudiziale che indicava una sentenza del Tribunale di Pesaro del 23/09/2020, divenuta irrevocabile il 19/02/2021, come ultima pronuncia passata in giudicato; tuttavia risultava poi una pronuncia del Tribunale di Napoli del 14/04/2021 (passata in giudicato il 29/06/2021), la quale, essendo l'ultima sentenza irrevocabile anteriore al deposito dell'istanza (22/08/2022), rendeva competente il Tribunale di Napoli. Il GIP di Pesaro ha quindi sollevato conflitto negativo di competenza.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Napoli e ha disposto la trasmissione degli atti a quel giudice. Ha fondato la decisione sul fatto che l'ultima sentenza passata in giudicato, anteriore al deposito dell'istanza (22/08/2022), è quella del Tribunale di Napoli del 14/04/2021 (irrevocabile il 29/06/2021). Ha inoltre precisato che la valutazione della competenza deve basarsi sulla situazione di fatto reale al momento del deposito e non su eventuali risultanze difformi del casellario giudiziale, e che pronunce divenute irrevocabili successivamente al deposito non rilevano ai fini della competenza.

Norme richiamate

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    L'individuazione del giudice competente in materia di esecuzione deve avvenire avendo riguardo alla situazione di fatto esistente al momento del deposito dell'istanza; in presenza di più sentenze, rileva l'ultima pronuncia passata in giudicato anteriore al deposito.

  • Giurisprudenza rilevante (Sez. 6, n. 6853 del 26/01/2004; Sez. 1, n. 20356 del 23/04/2014; Sez. 1, n. 12758 del 02/02/2021)

    Confermano i principi applicati: il provvedimento declinatorio del giudice dell'esecuzione è sindacabile mediante conflitto di competenza (non con impugnazione ordinaria) e la competenza va individuata sulla base della reale situazione fattuale al momento del deposito, non sulla base di eventuali indicazioni difformi del casellario giudiziale.

Massime di principio

  • La competenza per gli incidenti di esecuzione si determina con riferimento all'ultima sentenza passata in giudicato anteriore al deposito dell'istanza: quel giudice è competente in qualità di giudice dell'esecuzione.
  • Per stabilire la competenza si deve fare riferimento alla situazione di fatto esistente al momento del deposito dell'istanza, e non alle eventuali risultanze difformi del casellario giudiziale.
  • Un provvedimento declinatorio del giudice dell'esecuzione non è impugnabile con i mezzi ordinari, ma può essere contestato mediante conflitto di competenza.
  • Pronunce che divengono irrevocabili successivamente al deposito dell'istanza non alterano la competenza determinata al momento del deposito.
  • In caso di discrepanze tra il casellario e la situazione fattuale, è opportuno acquisire certificazioni ed atti (es. provvedimenti di cumulo della Procura, registri dei procedimenti) per ricostruire la cronologia effettiva delle pronunce.
  • Se vi è incertezza sulla competenza territoriale o sull'ultimo giudice che ha emesso sentenza irrevocabile, è corretto sollevare il conflitto di competenza per ottenere un pronunciamento definitivo.

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