Cassazione Penale, Ordinanza n. 18898/2026 del 25/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (magistrato)
La controversia
La persona condannata, in esecuzione di una pena detentiva di un anno di reclusione derivante da sentenza irrevocabile, aveva chiesto la detenzione domiciliare ex art. 1 l. n. 199/2010. Il magistrato di sorveglianza ha rigettato l'istanza ritenendo ostativa la presenza nel titolo esecutivo di una precedente condanna per rapina aggravata; il tribunale di sorveglianza ha confermato il rigetto. In cassazione la ricorrente ha dedotto vizio di motivazione, lamentando che non si fosse considerato che la pena relativa al reato ostativo era già stata espiata e, comunque, condonata ai sensi della l. n. 241/2006. La difesa ha poi depositato memoria ribadendo le proprie ragioni.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui, quando il cumulo esecutivo comprende anche pene per reati ostativi all'applicazione della detenzione domiciliare ex art. 1 l. n. 199/2010, il cumulo non può essere scisso per consentire l'applicazione del beneficio sulla sola parte di pena riferita a reati non ostativi, neppure se la pena per il reato ostativo sia già stata interamente espiata. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 1, comma 3, legge 26 novembre 2010, n. 199
Il cumulo formato tra pene inflitte per reati dei quali alcuni siano ostativi all'applicazione della misura dell'esecuzione della pena presso il proprio domicilio ... non può essere scisso
La presenza nel cumulo di un reato ostativo impedisce la detenzione domiciliare; il cumulo non è frazionabile per isolare la quota di pena riferita a reati non ostativi.
... provvedimento di cumulo comprensivo di titolo per uno dei reati di cui all'art. 4-bis ord. pen.
La misura alternativa non è concedibile quando l'esecuzione riguardi un cumulo comprendente un titolo per reato ostativo ex art. 4-bis, anche se la relativa pena sia già stata espiata.
condonata a norma della legge 31 luglio 2006 n. 241
La difesa invocava il condono della pena relativa al reato ostativo, ma la Corte non ha accolto tale rilievo ai fini della scindibilità del cumulo.
Corte cost. n. 186 del 2000
non potendosi escludere profili di colpa
Richiamata per fondare la condanna alla sanzione in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Ai fini della detenzione domiciliare ex art. 1 l. n. 199/2010, il cumulo esecutivo che comprenda anche pene per reati ostativi non può essere scomposto per ottenere il beneficio sulla sola parte residua riferita a reati non ostativi.
- L'eventuale intervenuta espiazione della pena relativa al reato ostativo non elimina l'effetto preclusivo derivante dal fatto che il titolo esecutivo in corso di esecuzione resti un cumulo comprensivo di reato ostativo.
- Nel giudizio di legittimità è inammissibile il motivo che si ponga in contrasto con un orientamento giurisprudenziale consolidato e specificamente richiamato dalla Corte.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, in assenza di cause esimenti, alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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