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Sentenza

Sentenza n. 916/2026 - Latina, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Latina 2 febbraio 2024 n. 83, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza 3 gennaio 2025 n. 15.

Giustizia amministrativa202500639

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza che aveva condannato il Comune al pagamento di euro 108.891,00, oltre rivalutazione e interessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società cooperativa ha proposto ricorso per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Latina 2 febbraio 2024 n. 83, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza 3 gennaio 2025 n. 15, con la quale il Comune di Ponza era stato condannato al risarcimento dei danni in favore della società per complessivi euro 108.891,00, oltre rivalutazione monetaria dal rilascio del titolo concessorio e interessi legali sulle somme rivalutate fino all'effettivo soddisfo. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto e ha eccepito, in via preliminare, l'inammissibilità del ricorso per omessa notifica del titolo esecutivo in copia conforme e la carenza di legittimazione attiva della ricorrente per avere ceduto il credito oggetto del giudicato. Prima della decisione, tuttavia, le parti hanno dichiarato congiuntamente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, avendo raggiunto un accordo per definire la controversia.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., sulla base della convergente dichiarazione delle parti contenuta nella memoria congiunta del 13 luglio 2026. Il giudice non ha quindi esaminato le eccezioni preliminari del Comune né la fondatezza della domanda di ottemperanza. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'accordo raggiunto tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse

    La dichiarazione congiunta delle parti circa il venir meno dell'interesse alla decisione, in seguito alla definizione concordata della controversia, comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale disposizione sul giudizio di ottemperanza; il giudice non ne ha applicato specificamente la disciplina, avendo dichiarato il ricorso improcedibile.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la convergente dichiarazione delle parti circa il venir meno dell'interesse alla prosecuzione, determinata dal raggiungimento di un accordo per definire la controversia, giustifica la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
  • Quando il ricorso per ottemperanza diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, le eccezioni preliminari e le questioni di merito non esaminate restano assorbite e non ricevono una decisione giudiziale.
  • In presenza di un accordo tra le parti che definisce la controversia, le spese di lite possono essere integralmente compensate.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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