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Sentenza

Sentenza n. 2741/2026 - Roma, Sezione 5Q

Ricorso avverso il silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine alle istanze presentate dalla ricorrente, per il rilascio del visto per motivi di studio, avente ad oggetto la fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della richiesta del suddetto visto.

Giustizia amministrativa202514216

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull’istanza diretta all’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio e alla fissazione dell’appuntamento per formalizzare la domanda

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle amministrazioni intimate sull’istanza volta a ottenere la fissazione di un appuntamento presso la competente sede diplomatica, necessario per la formalizzazione della richiesta di visto di ingresso in Italia per motivi di studio. Nel corso del giudizio, successivamente alla presentazione del ricorso, la sede diplomatica competente ha fissato l’appuntamento, attivando così il procedimento amministrativo. Non risultano specifiche contestazioni della parte ricorrente rispetto a tale circostanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell’appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano soddisfatto la pretesa fatta valere con il ricorso avverso il silenzio. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, poiché tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso era trascorso un lasso temporale non particolarmente esteso e l’amministrazione aveva agito per soddisfare la richiesta in tempi ragionevoli. L’amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire al ricorrente le eventuali somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Ricorso avverso il silenzio

    La disposizione è stata utilizzata quale base processuale per impugnare il silenzio formatosi sull’istanza di attivazione del procedimento per il rilascio del visto di ingresso per motivi di studio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il soddisfacimento della pretesa mediante l’attivazione del procedimento amministrativo sopravvenuta alla proposizione del ricorso giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal privato può integrare il soddisfacimento della pretesa azionata e comportare la cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La fissazione dell’appuntamento necessario alla formalizzazione di una domanda di visto per motivi di studio costituisce attivazione del relativo procedimento quando tale adempimento rappresenti il presupposto per la presentazione formale della domanda.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dal breve intervallo tra la richiesta amministrativa e la notificazione del ricorso, nonché dal comportamento collaborativo dell’amministrazione, che abbia soddisfatto la richiesta in tempi ragionevoli; resta ferma la possibilità di porre a carico dell’amministrazione la restituzione del contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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